IMPARARE A NUOTARE

Ha imparato a nuotare ed è solo uno dei tanti piccoli traguardi che hai potuto vedere  dall’alto del cielo, moglie mia.

Eravamo in acqua e rideva felice di essere immerso in quell’azzurro indescrivibile che ci offre il nostro mare. Rideva così tanto che ovviamente affondava, chiedendo, tra una risata e l’altra, il mio aiuto.

“Allarme rosso” mi diceva e io andavo subito a sorreggerlo.

Gli ho raccontato di te e di quando quella volta, in mezzo al mare con una tua cara amica, ti sei messa a ridere così tanto che stavi quasi per affogare e, dato che ridevi, nessuno veniva in tuo aiuto. Mi ha ascoltato curioso, così come mi ha ascoltato quando gli ho mostrato il movimento dei piedi che poteva fare, quasi come se avesse delle pinne…

E ta-da! Ha cominciato a nuotare da solo, senza braccioli, senza aiuto. I miei occhi si sono fatti lucidi, così come di sicuro si sarebbero fatti i tuoi. Adesso dobbiamo solo lavorare un po’ sulla coordinazione dei movimenti, ma lo faremo presto, moglie mia. E ne vedremo ancora tanti di traguardi raggiunti, di tutti e due i nostri doni.

 

IN QUALUNQUE CONTESTO (con audio)

Estate, per molti tempo di vacanze, tempo per pensare a cose felici, soprattutto sull’affollatissimo corso di Tropea del 10 agosto.

Eppure, ieri sera su Radio Ciak, sono riuscito ad accennare alla gioia immensa per la nascita di nostra figlia e alla tristezza infinita per la tua morte, forse mettendo la spigliata intervistatrice in una situazione delicata già dalle battute iniziali.

In quella cornice, infatti, parlarne può esser sembrato strano a chi, passeggiando, ci vedeva in vetrina e riusciva a percepire solo spezzoni di quello che dicevamo.

Ho parlato di ciò che è successo dopo quel 5 gennaio, di quello che ho scritto e disegnato per esprimere le emozioni provate.

Ho raccontato dal vivo le storie che più mi hanno aiutato ad andare avanti: la rana Tizia e la stanza dei mille demoni.

Ho parlato della solidarietà ricevuta da tanti, in particolare da Nicola Lico, la cui canzone Una rosa nel cielo  è risuonata anche per il corso di Tropea.

Ho anche parlato del libro che io e te abbiamo scritto a quattro mani e del suo sottotitolo, Amore che genera Amore, perché mi auguro tanto che la nostra storia, in qualunque contesto sia raccontata – su una allegra radio estiva, su una trasmissione impegnata, per le strade – possa ispirare tanti altri in modo positivo e costruttivo.

Nell’audio 32 (Extra 11) una chiacchierata con Valentina Crudo di Radio Ciak – Tropea Summer Radio (10/08/2017)

IL GUSCIO

La tomba di Tiziana – Foto di Stefano Scordo

Ho riflettuto a lungo se pubblicare questa foto, ma alla fine decido di farlo e preferirei NON ci fossero COMMENTI sotto.

Ci scherzavamo su, tu mi avevi detto che volevi tornare a Paravati, io ti dicevo che volevo tornare a Tropea. Ho detto subito che sapevo dove volevi che posassimo il tuo guscio vuoto, perché è di questo che si tratta, di un guscio, che alla fine ha dovuto subire tante violazioni, tra cui quelle fredde dell’autopsia, per permetterci di scoprire la verità che sta dietro agli eventi che hanno portato alla tua tragica partenza. Lo stesso guscio vuoto che, dopo ore interminabili di attesa dietro la porta blu, ho voluto vedere, io per primo e da solo, per darti un ultimo bacio e augurarti buon viaggio, quando il tuo spirito era già libero di stare accanto a noi e ovunque, in ogni posto e in ogni tempo.