MI VIVI DENTRO

Erano passati quattro mesi da quel cinque gennaio che non scorderò mai, quando un’amica mi ha scritto raccontandomi di Francesca  e di Alessandro, dicendomi che loro le facevano venire in mente noi e noi la facevamo pensare a loro.

Tu e Francesca avete avuto due modi diversi di andarvene, ma ve ne siete andate tutte e due troppo presto. Lei ha lottato, forte come una Wonder Woman, contro un male che non le ha mai tolto il sorriso e la dignità. Tu hai invece vissuto un’incubo inaspettato dopo la grande gioia che avevi provato – quella di dare alla luce la seconda vita che avevi cresciuto in grembo e che tanto desideravi accompagnare verso tanti altri traguardi.

Mentre per Wondy i medici non hanno colpa alcuna, nel tuo caso le loro responsabilità sono ancora tutte da accertare, perché ancora oggi, sedici mesi dopo, sono ancora dieci quelli che potrebbero essere rinviati a un giudizio che non spetta a noi dare, e che non potrà mai cambiare il fatto che nessuno di quelli che ti ha amato – e continua a farlo – potrà più  guardare il tuo sorriso se non in foto.

Alessandro ha scritto una lettera, carica di emozioni, e ha voluto renderla pubblica, in modo che tanti altri potessero leggerla, anche nel libro che ha la forma di un romanzo, ma che romanzo in realtà non è. Anch’io ti ho scritto poco dopo la tua morte, e continuo a farlo ancora oggi, perché anche tu mi vivi dentro, e continuerai a farlo, in me e nei nostri figli, che crescono bene, sta’ tranquilla.  

Tutti noi continueremo a sorridere alla vita, perché è proprio vero che, come ho letto stamattina, “il derubato che sorride ruba qualcosa al ladro“.

 

LA MIA VITA SENZA TIZIANA (intervista)

Il 27 ottobre 2017, a poco meno di dieci mesi dall’accaduto, sono stato intervistato da Cristina Iannuzzi, giornalista di LaC News 24. Di seguito la trascrizione del video completo.

C.I.: Il 3 gennaio scorso Tiziana Lombardo mette al mondo la sua secondogenita Giada. Due giorni dopo, la tragedia: muore in sala operatoria. Sono trascorsi nove mesi da quel gravissimo fatto, accaduto all’ospedale di Vibo Valentia. Ma cos’è cambiato in questi nove mesi per Antonio Libertino che ha perso la moglie e i cui due figli hanno perso la mamma?

A.L.: In questi nove mesi stiamo facendo del nostro meglio per andare avanti, onorando il passato, vivendo il presente e progettando il futuro, perché quando succede qualcosa di questo tipo, quando si perde la propria  compagna di vita, è necessario farsi forza per se stessi e anche per i figli ovviamente. Perché Tiziana ha lasciato, oltre a me, due figli: una bambina appena nata, di due giorni all’epoca dei fatti, e un bambino che in quel periodo aveva da poco compiuto 5 anni ed è quello che ho ho seguito di più, nel senso di dargli una mano per poter esprimere tutte le sue emozioni, per poter stare bene psico-fisicamente; perché per un bambino, così attaccato alla propria madre, perderla in quella situazione è stata molto dura. Tra l’altro, ho dovuto dirglielo proprio in quel momento perché eravamo tutti insieme quando l’abbiamo saputo e allora non c’era altra soluzione che dirglielo in quel momento. Ho dovuto trovare la forza per dirglielo nel modo migliore possibile e poi stargli vicino per per aiutarlo a stare bene.

Ricordiamo quello che è successo a sua moglie.

È successo il 5 gennaio, due giorni dopo la nascita della nostra secondogenita. Lei ha avuto un forte malore in mattinata, io sono arrivato quasi subito, l’ho trovata pallida, con la febbre, e ho chiesto aiuto ai medici, i quali si sono attivati. Si sono attivati, però c’ è voluto diciamo abbastanza tempo prima che si agisse e si facesse un intervento, intervento che poi è durato tantissimo. Per noi che eravamo dietro la porta blu è stata un’attesa interminabile. Poi alla fine sono stato chiamato dentro e ho chiesto se ce  l’avesse fatta e purtroppo non ho ricevuto la risposta che volevo.

E lì, dopo averlo detto a mio figlio, dopo aver già trovato la forza di dirlo a mio figlio, il giorno dopo ho trovato la forza di denunciare tutto quello che a  mio modo di vedere doveva essere valutato dalla Magistratura e tuttora ci sono delle indagini in corso.

Nei giorni successivi io ho cercato di farmi forza attraverso la scrittura, attraverso i disegni, attraverso delle storie che ho cominciato a raccontare e poi ho deciso di raccogliere questi miei scritti in un sito internet, in un libro e il il libro è quello che ha tra le mani.

Tiziana – Amore che genera Amore. Perché questo titolo?

A.L.: Il titolo è questo perché abbiamo provato tantissimi sottotitoli a 
questo libro, però alla fine ho deciso che dovesse prevalere l’Amore perché questa è la storia di un Amore e magari può ispirare altre persone, questo Amore, e far sì che nasca altro Amore.

Del resto, una delle frasi che ho scritto e che ho voluto scrivere all’inizio del libro è “Possa la morte di qualcuno avere almeno il significato di salvare la vita di altri“, perché, indipendentemente da quelli che saranno i risultati delle indagini, questa storia può aiutare tante persone.

Può aiutare me, ad essermi da stimolo paradossalmente ad affrontare la vita senza la mia compagna di vita.

Al tempo stesso può essere utile alle donne in dolce attesa, le quali
potrebbero rendersi consapevoli di eventuali segnali che si possono
verificare alla nascita di un bambino e quindi magari poterli
affrontare diversamente da come li abbiamo affrontati noi.

E inoltre, sempre indipendentemente dalle dalle risultanze delle indagini, anche gli operatori sanitari e i medici possono prendere consapevolezza del ruolo che che svolgono e e dell’attenzione che devono mettere nella nella loro attività medica.

Ogni somiglianza a persone o situazioni è puramente casuale…

La cosa strana che è successa è che molte persone hanno cominciato a scrivermi, hanno cominciato a dirmi che quello che io stavo facendo – perché di volta in volta io pubblicavo questi miei scritti, queste mie storie – stava aiutando anche loro. La cosa mi è sembrata molto strana all’inizio perché credevo che io stessi facendo quello che stavo facendo principalmente per me, poi ho parlato con alcuni psicologi i quali mi hanno detto che attraverso di me le persone riuscivano a prendere consapevolezza di alcune situazioni ed eventualmente affrontarle senza il grande dolore che invece stavo provando io.

Cosa le manca di più di sua moglie?

Tutto. La sua presenza in ogni caso è qui con me perché ci sono i miei figli che sono i doni meravigliosi che lei mi ha lasciato e di cui mi sto prendendo cura.

E lei come sta?

Io sto bene, fondamentalmente, perché proprio il fatto di affrontare di petto le emozioni che affioravano di volta in volta mi sta permettendo di  mantenere serenità e calma nonostante tutto.

Antonio, perché ha scelto questo luogo? Siamo davanti alla cattedrale di Mileto.

Ho scelto questo posto perché è il posto in cui io e Tiziana ci siamo sposati e purtroppo è anche il posto in cui io ho dato l’ultimo saluto a mia moglie, perché è il posto in cui è stato celebrato il funerale il 9 gennaio di quest’anno. Ho scelto subito questo posto quando mi hanno chiesto dove celebrare il funerale perché per me era molto significativo e mi sarebbe piaciuto proprio, purtroppo, mio malgrado, fare il funerale qui.

Leggete anche:

Il dolore della perdita ne “La mia vita senza Tiziana”  (Link esterno)

PROROGATE LE INDAGINI PER LA MORTE DI TIZIANA LOMBARDO

Nei giorni scorsi è stata notificata a me e alle altre persone offese (i parenti stretti) la proroga delle indagini preliminari nei confronti dei dieci indagati per il reato previsto e punito dagli articoli 110 e 589 del Codice Penale – concorso in omicidio colposo – in cui la vittima è identificata in Tiziana Lombardo, mia moglie.

La Procura infatti ritiene opportuno svolgere ulteriore attività d’indagine al fine di verificare l’esistenza dei presupposti per sostenere l’accusa in giudizio.

Ciò significa che bisognerà attendere ancora per sapere quali posizioni, tra quelle dei dieci indagati, potrebbero essere archiviate e chi invece sarà rinviato a giudizio. 

5 ottobre 2017

PUBBLICATO IL LIBRO CHE FA LUCE SULLA MORTE DI TIZIANA LOMBARDO

Scheda (pdf)Comunicato (pdf)Video (Youtube)

A tre mesi dai tragici eventi che potrebbero aver causato la morte della giovane mamma, viene pubblicato, per la Meligrana Editore, il libro dal titolo “Tiziana: Amore che genera Amore”, scritto a quattro mani da Tiziana Lombardo e Antonio Libertino.

Come è ormai tristemente noto, in realtà, la vita di Tiziana Lombardo si è spenta presso l’ospedale di Vibo Valentia il 5 gennaio del 2017: la donna non ne è mai uscita, se non da morta, due giorni dopo aver dato alla luce la sua splendida secondogenita.

Nei giorni successivi a questo tragico evento, il marito ha cominciato a scriverle, a disegnare, a raccontarle storie, come in un colloquio tra vivi e defunti che fa bene alla memoria di chi è passato oltre, all’anima di chi è rimasto e ai cuori di quanti vorranno accostarsi alla lettura.

Riprese gentilmente offerte da Salvatore Accorinti

Come scrive Annalisa Di Muzio, psicologa e psicoterapeuta, nella presentazione del libro, si tratta di «una di quelle rare occasioni in cui c’è spazio per tutti i sentimenti umani: la gioia insieme al dolore, il senso di incredulità e di impotenza, la compassione, la forza, la bellezza, la speranza, il coraggio, l’amore».

Dopo un capitolo intitolato “La nostra storia”, in cui vengono narrati dettagli inediti su ciò di cui Antonio è stato, suo malgrado, testimone diretto, il libro si compone di una sezione ampiamente illustrata, con acquerelli realizzati dall’unico dei due autori rimasto ancora in vita, e tante foto, tra cui alcune scattate dalla stessa Tiziana.

Il tutto è arricchito da una vasta sezione multimediale, disponibile online, con le video interviste rilasciate da Antonio e dal suo avvocato Francesco Ruffa, e oltre un’ora di storie e lettere, con una canzone creata appositamente per Tiziana da Nicola Lico, che ha perso anch’egli di recente la sua amata. Il testo è anche impreziosito da una conclusione scritta dallo scrittore e giornalista Alessandro Stella.

«Questo libro – aggiunge Annalisa di Muzio – che onora la memoria di Tiziana, di ciò che lei è stata e di ciò che continua a essere in un’altra dimensione, racconta con disarmante semplicità il coraggio di un piccolo grande uomo nell’affrontare il dolore, traendo forza da tutto ciò che Tiziana (e la loro vita insieme) gli ha donato e non da ciò che ha perso con la sua scomparsa. Dalle parole di Antonio emerge un grande senso della realtà nel perseguire la verità senza mai lasciarsi sopraffare dalla rabbia, senza mai abbandonarsi all’autocommiserazione, lasciandosi guidare dal suo grande Amore che vince su tutto. Sembra facile ma non lo è».

Il libro è già disponibile (o in arrivo) nelle migliori librerie e online, in formato cartaceo ed eBook. Maggiori informazioni e un’anteprima sono disponibili su www.tizianalombardo.it/libro.

Scheda (pdf)Comunicato (pdf)Video (Youtube)

IL RUOLO DELLA CORRETTA INFORMAZIONE

Quando accade qualcosa di così grave come quello che è accaduto a Tiziana Lombardo, e di conseguenza ai suoi figli, a me, e a tutti i suoi familiari, che ne stiamo affrontando la scomparsa, è giusto che il pubblico sappia, nei limiti delle indagini in corso, cosa è successo. Il ruolo della corretta informazione è fondamentale.

Ho letto molto di quello che è stato scritto, sia nelle immediatezze dell’accaduto, sia successivamente, e ne ho totalmente apprezzato l’intenzione. Ringrazio i giornalisti per il lavoro svolto, sebbene ci siano state molte inesattezze, soprattutto all’inizio. Tiziana non è mai uscita da quell’ospedale, nonostante sia stato detto o scritto. Tutto è avvenuto all’interno di quel nosocomio: il ricovero, il parto, il trauma che potrebbe aver causato l’emorragia, l’intervento, e infine la sua morte.

Ciò che è successo è impensabile, ma è successo e ho dovuto farmi forza per affrontarlo al meglio delle mie possibilità. La mattina del 6 gennaio, dopo aver avuto l’epifania (la rivelazione) che mia moglie era morta e che mi aveva lasciato con un bambino di 5 anni e una neonata di pochi giorni, ho stretto i denti e ho passato diverse ore a denunciare dettagliatamente tutto ciò che, a mio modo di vedere, doveva e deve ancora essere valutato dalla magistratura per accertare le eventuali responsabilità mediche che hanno portato alla sua tragica scomparsa.

Addirittura nel cuore della notte successiva all’autopsia, dopo che di giorno avevo sentito dal nostro medico di parte le prime e uniche certezze, mi sono alzato e ho scritto personalmente la prima bozza del comunicato che, insieme ai nostri avvocati, avremmo pubblicato subito dopo il funerale. E ho trovato quantomeno strano che proprio la mattina dopo, appena arrivato alla camera ardente, alcuni amici mi abbiano riferito di ciò che i giornali avevano scritto: parlavano di aneurisma, quando gli unici dati certi erano la lacerazione della milza, che poi abbiamo scoperto non essere stata documentata in nessuno dei referti in nostra visione e sequestrati nell’immediatezza della morte di Tiziana, e la presenza di un vaso beante (aperto), che poi è risultata essere una lesione.

Ecco perché ho insistito che il nostro comunicato fosse pubblicato proprio quel giorno, anche se qualcuno, quando il corpo di Tiziana – freddo e straziato dall’autopsia – giaceva a pochi metri da noi, mi sconsigliava totalmente di farlo.

In studio  con Paolo Del Debbio

Sono tante le cose successe in quei giorni e in questi mesi, che non basterebbero pagine e pagine per narrarle. Tra le tante, dopo aver riflettuto a lungo, ho accettato il gentile invito a partecipare al programma Quinta Colonna e il 13 febbraio ho rotto il silenzio, rivelando pubblicamente una parte di ciò che purtroppo è accaduto alla mia amata.

Due giorni dopo la mia intervista un noto quotidiano ha pubblicato nelle pagine della cronaca di Vibo Valentia un articolo sul caso. L’ho apprezzato molto e ringrazio tantissimo sia il giornalista che la testata, perché grazie a loro abbiamo scoperto, tra le altre cose, del provvedimento disciplinare nei confronti di un medico e che la dirigente ha finalmente ammesso pubblicamente le anomalie in cartella clinica.  Perciò, lo ripeto, apprezzo davvero molto l’operato di quella testata, nonostante non sia stato scritto esattamente quello che invece si può ascoltare chiaramente dal video: io non solo ho sentito, ho visto con i miei occhi, perché ero presente.

Ringraziando ancora i giornalisti per il lavoro svolto finora, colgo l’occasione per chiedere, a loro e agli amici, di non pubblicare in futuro foto diverse da quella che abbiamo scelto per la tomba di Tiziana, la stessa che abbiamo scattato il giorno del nostro matrimonio, avvenuto nella stessa chiesa in cui è stato celebrato il suo funerale. A Tiziana non piaceva che ci fossero troppe sue foto in giro. Aiutatemi a far rispettare la sua volontà. Grazie ancora.

Antonio Libertino

IL PRIMO COMUNICATO SUL CASO DI TIZIANA LOMBARDO

di Francesco Ruffa e Giuseppe Catalano, avvocati

Leggete anche: “Il ruolo della corretta informazione”

Le famiglie Libertino/Lombardo, specificano che: alla luce delle prime risultanze dell’autopsia eseguita il giorno 8 gennaio 2017, si precisa che, allo stato attuale, non è stato riscontrato alcun aneurisma dell’arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all’esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell’A.G. procedente.

Leggi tutto “IL PRIMO COMUNICATO SUL CASO DI TIZIANA LOMBARDO”

DOLCISSIMO AMORE MIO (con audio)

Faceva un freddo che non ci ricordavamo da tanto, ma di sicuro non così gelido come le lame che accertavano la lacerazione della tua milza e la lesione di un tuo vaso – purtroppo non uno di quelli di terracotta in cui tenevi le tue amate piante. Mi sono appartato per un po’ e ho cominciato a scrivere quelle parole che sono venute fuori così, di getto, senza pensarci.

Pensavo di lasciarle solo per te, dentro la tua bara, nel libro che avevo dedicato al tuo caro padre. Poi i tuoi cugini mi hanno chiesto se potevano leggere qualcosa in tuo onore in chiesa, al tuo funerale, e io ho cambiato idea.

Grazie a due carissimi amici, quel testo, di cui esisteva una sola copia e volevo che restasse accanto a te, è stato fotocopiato in modo che io lo leggessi alla fine di quell’interminabile funzione, in quel gelido sagrato, lo stesso che anni prima, in quel caldo ottobre, ci aveva visti sposare.

E ora lo rileggo un’altra volta, a voce alta, affinché tanti altri possano ascoltarlo…

Audio 01

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