LA CANZONE DEL MARE

Ancora una volta in macchina. Stiamo andando a prendere la sua pizza preferita. Mi chiede se tu ci fossi quando abbiamo preso quella pizza per la prima volta.  “Sì, perché l’abbiamo mangiata anche quando ho compiuto quarant’anni e la mamma c’era…”

Mi dice che avrebbe voluto passare più tempo con te.
“Purtroppo è andata così e noi possiamo solo farci forza l’un l’altro, prendendoci cura io di te e tu di me… E della sorellina, ovviamente”. Vuole sapere altri dettagli di ciò che ti è successo. Mi dice che ti avrebbe dato volentieri la sua, di vena, pur di salvarti. “Anch’io”, gli dico, “anch’io”.

Tornati a casa, ci guardiamo un cartone che non è un cartone: è una possibile metafora della nostra storia, di quello che è stato e di quello che potrebbe essere. 

Una madre speciale viene portata via dal mare alla nascita della sua secondogenita. Il marito è triste, assente. Al primogenito, che l’ha conosciuta, manca tantissimo. Appena compie sei anni, la piccola scopre di essere una creatura magica, come lo era la madre. E inizia un’avventura fantastica che porterà il padre, il figlio e la figlia a rincontrare per l’ultima volta la madre, per dirle di non portare via con sé la bambina, che la piccola è tutto quello che hanno di lei, oltre che per esprimere pienamente tutte le emozioni utili ad andare avanti come una famiglia.

L’abbiamo fatto anch’io e il nostro ometto: ci siamo abbracciati, le lacrime che diventavano perle, mentre guardavamo quella bellissima scena della canzone del mare.

Grazie mille a Gertrud che, dopo aver guardato questo lungometraggio poco prima di scoprire della morte di Tiziana, ci ha tenuto a farmelo conoscere.

 

 

NULLA ACCADE PER CASO (con audio)

In una storia ben scritta nulla accade per caso. Può capitare, infatti, che all’inizio il protagonista usi una semplice penna per scarabocchiare qualcosa e questo forse per noi che ascoltiamo la storia, in quel momento, è qualcosa di insignificante, a cui non prestiamo quasi attenzione.

Poi, però, verso la fine della storia, scopriamo che il drago che lo tormentava, viene sconfitto proprio grazie a quella penna che per noi non aveva avuto alcuna importanza.

Molto spesso nella vita, proprio come in una storia ben scritta, ogni singolo evento accade per un motivo. Nulla accade per caso anche se, nel momento in cui avviene, forse non ne capiamo la ragione.

Potrebbe trattarsi di un film in cui qualcuno muore di parto, oppure di un incontro casuale con un “eretico” che nota i miei scarabocchi, oppure ancora un libro aperto a caso su una storia che ci sarà utile in un altro momento.

Guardandoci indietro, tutto può assumere significato, persino una morte tragica, come la tua, dolce amore mio, anche se ancora non possiamo capirne la ragione. Forse la nostra vita è davvero come una storia ben scritta, in cui a volte succedono delle cose che in quel momento non possiamo umanamente spiegare, ma che in futuro potrebbero acquistare tanto significato.

Nell’audio 26 (Extra 05) un adattamento di ciò che ho detto al VI raduno delle imprese eretiche (18-06-2017)


IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE (con audio)

Pochi giorni fa, con mia grande sorpresa, sono riuscito a completare con successo una missione che forse tu avresti creduto impossibile per me: comprare, da solo, una tuta per Pasquale insieme al modellino della Ferrari che si era meritato per aver fatto il bravo per tutta la settimana (metà l’ha pagato con i suoi risparmi e metà gliel’ho pagato io, perché credo sia giusto che continui a mantenere un rapporto sano con il denaro).

Per farlo, siamo andati in macchina, da soli, io e lui, a un centro commerciale di Gioia Tauro, mentre ascoltavamo delle storie su cd.

Dopo Il principe ranocchio e La bella e la bestia, Pasquale ha scelto Il gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach nell’interpretazione di Enzo Decaro.

Come ti ricorderai, il nostro piccolo ometto conosceva già la storia perché ormai sono anni che gli leggo a voce alta delle belle storie prima che si addormenti.

Nei giorni successivi abbiamo finito di ascoltare i due cd e verso la fine c’era il brano che oggi voglio leggere a voce alta.

Audio 16