AL MARE INSIEME

Portiamo nostra figlia al mare per la prima volta. Non l’ha mai visto da così vicino. Eppure, sono passati più di diciotto mesi da quando l’hai messa al mondo.

Chissà perché abbiamo aspettato così tanto per permetterle di fare esperienza di questo elemento naturale. 

Riusciamo a fare solo due foto dei bambini che sono per la prima volta insieme al mare. Ce n’è una che non possiamo fare, purtroppo.

Lei non fa che ripetere una delle prime parole che ha imparato dopo mamma, papà e nonna: acqua!

Ci avviciniamo a quello di cui si vede circondata e si spaventa un pochino. Si attacca a me. Pasquale è già dentro il mare e ha un suggerimento: “Papà, avvicinala piano piano, così si abitua!” 

Ovviamente ha ragione, perché di lì a poco Giada, sempre attaccata a me, si gode il primo bagnetto nel suo mare.

Qualche schizzo, Pasquale che cerca di stuzzicare la sorellina, un po’ di acqua salata nella boccuccia, ma va tutto bene. Stiamo solo una mezz’oretta prima di tornare a casa tranquilli e senza storie.

Ce l’abbiamo fatta. E ce la faremo, anche se non ho potuto scattare la foto di te che sollevi la tua donnina guardandola con amore, così come hai fatto con Pasquale quando aveva poco più di un anno. Ma ci sei anche tu, sempre.

IMPARARE A NUOTARE

Ha imparato a nuotare ed è solo uno dei tanti piccoli traguardi che hai potuto vedere  dall’alto del cielo, moglie mia.

Eravamo in acqua e rideva felice di essere immerso in quell’azzurro indescrivibile che ci offre il nostro mare. Rideva così tanto che ovviamente affondava, chiedendo, tra una risata e l’altra, il mio aiuto.

“Allarme rosso” mi diceva e io andavo subito a sorreggerlo.

Gli ho raccontato di te e di quando quella volta, in mezzo al mare con una tua cara amica, ti sei messa a ridere così tanto che stavi quasi per affogare e, dato che ridevi, nessuno veniva in tuo aiuto. Mi ha ascoltato curioso, così come mi ha ascoltato quando gli ho mostrato il movimento dei piedi che poteva fare, quasi come se avesse delle pinne…

E ta-da! Ha cominciato a nuotare da solo, senza braccioli, senza aiuto. I miei occhi si sono fatti lucidi, così come di sicuro si sarebbero fatti i tuoi. Adesso dobbiamo solo lavorare un po’ sulla coordinazione dei movimenti, ma lo faremo presto, moglie mia. E ne vedremo ancora tanti di traguardi raggiunti, di tutti e due i nostri doni.

 

UN ANNO DOPO (con audio)

Il 5 gennaio 2018, una giornata sicuramente diversa da quella dell’anno precedente.  

Per puro caso, siamo da soli, io e il nostro ometto, proprio come lo eravamo l’anno prima a inizio giornata, quando ci siamo messi a creare festoni per accogliere te e Giada nella casa in cui non hai più rimesso piede.  

Anche quest’anno succedono tante cose, come in un continuo andare avanti, pur tenendoti sempre viva in un angolo luminoso della nostra mente.

Andiamo persino al mare. Ci bagniamo i piedi (le scarpe e i pantaloni), anche se non era in programma. Questo sembra lavare via i pensieri bui, che vanno e vengono dalla mia mente.

Foto di noi due, scattata per caso da Carmen Pontoriero

Più o meno alla stessa ora in cui il tuo cuore ha cessato definitivamente di battere l’anno prima, lui comincia a girare senza sosta intorno al tavolo con un pezzo di pizza in mano. Non riesce a fermarsi. Mi metto a girare anch’io, per fare un po’ come lui prima di guidarlo a sedersi e a calmarsi. 

A fine giornata leggo qualche messaggio. Qualcuno mi scrive di guardare avanti. È quello che sto facendo, ogni giorno: vado avanti, pur continuando a portarti nel cuore e a onorarti, sempre. Credo che tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti, continueremo a farlo: sarai per sempre nel nostro cuore. Su questo non ci sono dubbi. Anche se andremo avanti, così come va avanti la vita, momento dopo momento, passo dopo passo.

Nell’audio 41 (Extra 20) alcune delle cose successe il 5 gennaio 2018 Film citati nell’audio: CJ7- Creatura extraterrestre
E.T. – L’extra-terrestre

IL SOLE DENTRO

L’altro giorno sono sceso in spiaggia insieme a Pasquale e, mentre lui zampettava felice a piedi nudi sulla riva, mi è tornata in mente l’ultima volta in cui siamo stati al mare tutti insieme.

Era una giornata grigia e faceva quasi freddo nonostante fosse metà luglio. Avevamo una giornata libera e avevamo deciso di andare al mare, e l’abbiamo fatto nonostante il tempo non fosse dei più belli. Abbiamo passeggiato sul bagnasciuga e poi con un legnetto ci siamo messi a fare dei disegni sulla sabbia bagnata.

Un artista locale ci ha notati ed è venuto vicino a noi proponendosi di disegnare l’Isola di Tropea sulla sabbia: non gli è riuscito molto bene, perciò, forse per rimediare, forse perché ci ha visti come una bella famiglia, o chissà per quale altro motivo, ci ha regalato un quadretto ad olio che stranamente aveva portato con sé sulla spiaggia.

Nonostante mancasse il sole, era come se noi ce l’avessimo dentro e ci siamo davvero divertiti quel giorno, ricordandoci anche che, qualsiasi cosa accada, siamo sempre noi con il nostro atteggiamento mentale, con il nostro modo di porci, a rendere unico il tempo trascorso insieme, nonostante gli imprevisti.