AUGURI

Auguro ai nostri figli che anche nel prossimo anno possano imparare da ogni cosa, che si godano le cose belle e che sappiano affrontare quelle brutte al meglio delle loro possibilità. Che ci credano oppure no, voglio immaginare che, oltre a me e a chi li ama veramente, avranno sempre al loro fianco un angelo – che avrebbe certamente preferito essere ancora qui in carne e ossa – che li osserva e li guida verso l’indipendenza, passo dopo passo.

Auguro a me di avere sempre la forza di continuare a fare del mio meglio, affinché anch’io possa vivere degnamente la vita che merita di essere vissuta nonostante tutto.

Mi auguro che nel 2019 la Magistratura chiuda quelle indagini che durano ormai da due anni, in modo che tutti possano sapere ciò che noi già purtroppo sappiamo, e che si arrivi a un giusto processo dei presunti colpevoli nel più breve tempo possibile.

Auguro a tutti, me compreso, di poter vivere il 2019 diventando causa e non effetto di ciò che accade, e di avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, sempre e comunque.

RINGRAZIAMENTI

Mi sento di ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini e continuano ad esserlo, anche dopo questo triste momento: la comunità, gli amici, i parenti – vecchi, nuovi e ritrovati – e chiunque abbia rivolto a noi un pensiero.

Grazie a chi ha letto e ascoltato – e mi sta aiutando a condividere – quello che si trova in questa raccolta: pensieri, racconti, disegni, idee, momenti della nostra storia d’amore, libere associazioni e registrazioni audio, il tutto per onorare la tua memoria e per aiutare me stesso ad affrontare questa dura prova. Grazie alla Polizia di Stato e al Pubblico Ministero, i quali ci stanno aiutando e ci aiuteranno di certo a far luce sulla serie di eventi che ha portato alla perdita della persona speciale che eri.

E grazie di cuore anche a quelle ostetriche dell’Ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia che ti hanno aiutata a dare alla luce la splendida bambina che è Giada; a quei medici che hanno fatto del loro meglio per salvarti; a chi mi ha permesso di baciare il tuo “guscio vuoto” subito dopo l’intervento e al medico che si è assunto l’onere di darmi quei tragici dettagli.

Infine, voglio ringraziare anche, e soprattutto, i miei figli, Pasquale e Giada, senza dei quali forse avrei reagito diversamente.