AUGURI

Auguro ai nostri figli che anche nel prossimo anno possano imparare da ogni cosa, che si godano le cose belle e che sappiano affrontare quelle brutte al meglio delle loro possibilità. Che ci credano oppure no, voglio immaginare che, oltre a me e a chi li ama veramente, avranno sempre al loro fianco un angelo – che avrebbe certamente preferito essere ancora qui in carne e ossa – che li osserva e li guida verso l’indipendenza, passo dopo passo.

Auguro a me di avere sempre la forza di continuare a fare del mio meglio, affinché anch’io possa vivere degnamente la vita che merita di essere vissuta nonostante tutto.

Mi auguro che nel 2019 la Magistratura chiuda quelle indagini che durano ormai da due anni, in modo che tutti possano sapere ciò che noi già purtroppo sappiamo, e che si arrivi a un giusto processo dei presunti colpevoli nel più breve tempo possibile.

Auguro a tutti, me compreso, di poter vivere il 2019 diventando causa e non effetto di ciò che accade, e di avere il coraggio di assumersi le proprie responsabilità, sempre e comunque.

DI SICURO C’È CHE TIZIANA LOMBARDO NON È MAI USCITA VIVA DA QUELL’OSPEDALE

Sono ormai trascorsi cinque mesi dalla morte di Tiziana Lombardo – mia moglie – ricoverata e deceduta presso l’ospedale di Vibo Valentia, due giorni dopo aver dato alla luce la nostra secondogenita. Le indagini degli organi inquirenti proseguono e gli indagati continuano a essere dieci, tutti del reparto di ginecologia.

Allo stato attuale, di sicuro c’è che Tiziana non è mai uscita viva dall’ospedale all’interno del quale è morta due giorni  dopo il parto, lasciando due bambini senza le amorevoli cure della loro mamma.

Solo se la Procura non chiederà una proroga delle indagini, sarà presto chiaro quali posizioni, tra quelle dei dieci indagati, potrebbero essere archiviate e chi invece sarà rinviato a giudizio, avviando un processo che, pur non potendola riportare in vita, renderebbe giustizia a mia moglie e a tutti noi familiari.

5 giugno 2017

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Foto: Tony Milidoni