UN CONTINUO INCONTRARSI

Una volta mi hai raccontato di qualcuno a cui non piaceva il modo di comportarsi della persona che stava per sposare. “Appena ci sposiamo l’aggiusto io” avrebbe anche detto. “Ma perché lo sposa se non lo accetta così com’è?” ti ho chiesto io.

Non so come sia andata a finire per quella coppia, ma immagino che non sia stato il modo migliore per iniziare quel rapporto speciale che tu e io abbiamo sempre considerato essere il matrimonio: quell’unione in cui due persone crescono insieme, pur mantenendo le loro individualità.

Mi dicevi che ero cambiato, in meglio, da quando ci eravamo sposati. Sono sempre stato un gran disordinato – e lo sono ancora – ma grazie a te ho imparato ad esserlo di meno. E tu, che sei sempre stata così esageratamente ordinata, hai imparato ad accettare che qualcosa a volte poteva essere temporaneamente fuori posto senza che il mondo cessasse di esistere.

Il matrimonio per noi è sempre stato – al di là dell’amore e della passione, degli alti e dei bassi – anche questo: un continuo incontrarsi a metà strada, facendo dei passi l’uno verso l’altra, accettandoci nel nostro percorso di continuo mutamento. Era questo che ci dava la certezza che io e te avremmo continuato a stare insieme, per sempre.

Ed è questo mio accettare le cose come sono e come cambiano che forse mi permetterà di continuare a crescere, nonostante tutto.

IL RITO DELLA GALLINA (con audio)

Leggo un libro e mi soffermo su una storia. Mi piace – non so perché – e decido di sintetizzarla in una mappa mentale. Lo faccio, poi la comincio a raccontare a chiunque voglia ascoltarla.

Finito il  disegno, vorrei correre tutto orgoglioso a mostrartelo, proprio come fa nostro figlio appena finisce di scrivere la sua prima parolina sul quaderno.

Racconto la storia anche a lui,  che la ascolta con interesse, e alla fine mi chiede qualcosa di molto importante.

Mi torna in mente l’ultima volta che abbiamo litigato, io e te. A differenza delle altre volte, i musi lunghi sono durati davvero poco, perché nel giro di minuti, prima ancora che tu andassi via per l’intera giornata, io sono venuto da te ad abbracciarti e a darti un bacio sincero che tu hai subito ricambiato.  

Non c’era bisogno di scomodare un monaco che ci proponesse di praticare un bizzarro rito della gallina perché tu e io risolvessimo le nostre incomprensioni in quel modo.

E alla domanda di Pasquale rispondo con naturalezza, senza nemmeno ricordarmi della regola delle 11 “P” con cui si chiude la storia che ho trovato nel libro “La ciotola d’oro” di Consuelo Casula.

Continua nell’audio 35 (Extra 14)

LA MEDITAZIONE

Poco dopo esserci sposati, ti ho detto che avevo cominciato a fare alcuni esercizi che mi permettevano di sentirmi bene e di essere molto sereno anche in situazioni di grande stress. Ti ho incuriosita e hai voluto cominciare a farli insieme a me. Era un bellissimo momento, di grande connessione, tant’è che a volte riuscivo quasi a leggerti nella mente e lo stesso accadeva a te con me.

Lo abbiamo portato avanti a lungo, quel momento, almeno fino alla nascita di Pasquale, quando poi le tue priorità sono giustamente cambiate. Io, invece, ho continuato a fare quegli esercizi, modificandoli, adattandoli alle mie esigenze, continuando a imparare da me stesso, giorno dopo giorno.

Sono gli stessi esercizi che ho fatto piangendo a dirotto all’alba delle mattine successive alla tua morte, quelli che mi hanno fatto sentire già un pelino più bene. Continuo a farli, per aiutarmi e per aiutarci a vivere bene, nonostante tu non sia più fisicamente accanto a noi.

CONTINUARE A IMPARARE

Imparare per vivere meglio – Foto: Stefano Scordo

Sei sempre stata curiosa di questa mia voglia di continuare ancora a imparare cose nuove e non mi hai mai ostacolato, anzi mi incoraggiavi ad andare avanti.

Certo, qualche volta mi chiedevi cosa cercassi e perché lo facessi. Non ero mai riuscito a trovare una risposta convincente, nemmeno per me stesso.

Oggi potrei risponderti, purtroppo: forse per saper affrontare al meglio tutto quello che è successo e sta ancora succedendo.

Tra le tante cose, ho accettato il gentile invito a partecipare al programma Quinta Colonna e il 13 febbraio ho rotto il silenzio, rivelando pubblicamente una parte di ciò che purtroppo ti è accaduto.

 

In studio a parlare del caso con Paolo Del Debbio