A PARTI INVERTITE (con audio)

Quando eravamo insieme parlavamo di tante cose . Parlavamo di vita e anche di morte.

Tante volte ti ho detto che a cento anni avremmo fatto ancora fatto qualcosa di speciale insieme, tipo scalare una montagna. Sapevamo che forse sarebbe stato difficile farlo, perché, se fossimo arrivati a quell’età, probabilmente saremmo stati curvi e pieni di acciacchi e avremmo parlato con una voce da vecchietti, ma dire quelle cose era un modo per esorcizzare la paura di andarsene uno prima dell’altra.

Ricordo anche che in più di un’occasione mi hai detto che se me ne fossi andato io per primo, tu ti saresti lasciata morire. Non so se ho mai creduto a quelle tue parole, perché penso proprio che, a parti invertite, dopo il grande dolore, avresti fatto anche tu del tuo meglio per vivere.

Ci dicevamo anche che ce ne saremmo andati insieme. Ma razionalmente sapevamo che sarebbe stato poco probabile. Era nell’ordine della vita e della morte: a parte il caso di un incidente, in cui saremmo morti davvero insieme, uno dei due se ne sarebbe dovuto andare prima. L’hai fatto tu, anche se troppo presto, e io ti ho risparmiato il grande dolore di vedermi andare via per primo.

Dovunque tu sia, so che sei orgogliosa di ciò che sto facendo giorno dopo giorno e dei miei sforzi quotidiani per indirizzare sulla strada migliore i figli che mi hai lasciato in dono.

E so per certo, che a parti invertite, lo avresti fatto anche tu.

Nell’audio 37 (Extra 16) alcune riflessioni suscitate dalla lettura del libro “La ciotola d’oro” di Consuelo C. Casula