UN ANNO DOPO (con audio)

Il 5 gennaio 2018, una giornata sicuramente diversa da quella dell’anno precedente.  

Per puro caso, siamo da soli, io e il nostro ometto, proprio come lo eravamo l’anno prima a inizio giornata, quando ci siamo messi a creare festoni per accogliere te e Giada nella casa in cui non hai più rimesso piede.  

Anche quest’anno succedono tante cose, come in un continuo andare avanti, pur tenendoti sempre viva in un angolo luminoso della nostra mente.

Andiamo persino al mare. Ci bagniamo i piedi (le scarpe e i pantaloni), anche se non era in programma. Questo sembra lavare via i pensieri bui, che vanno e vengono dalla mia mente.

Foto di noi due, scattata per caso da Carmen Pontoriero

Più o meno alla stessa ora in cui il tuo cuore ha cessato definitivamente di battere l’anno prima, lui comincia a girare senza sosta intorno al tavolo con un pezzo di pizza in mano. Non riesce a fermarsi. Mi metto a girare anch’io, per fare un po’ come lui prima di guidarlo a sedersi e a calmarsi. 

A fine giornata leggo qualche messaggio. Qualcuno mi scrive di guardare avanti. È quello che sto facendo, ogni giorno: vado avanti, pur continuando a portarti nel cuore e a onorarti, sempre. Credo che tutti noi, che abbiamo avuto la fortuna di conoscerti, continueremo a farlo: sarai per sempre nel nostro cuore. Su questo non ci sono dubbi. Anche se andremo avanti, così come va avanti la vita, momento dopo momento, passo dopo passo.

Nell’audio 41 (Extra 20) alcune delle cose successe il 5 gennaio 2018 Film citati nell’audio: CJ7- Creatura extraterrestre
E.T. – L’extra-terrestre

QUINTO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO (con audio)

Nel giorno del tuo compleanno, lo stesso giorno in cui sono venuto a trovarti al cimitero a portarti tre rose rosse e i due disegni che ho fatto nei giorni scorsi, e Pasquale i fiorellini gialli che ha scelto per te, mi va di rileggerti a voce alta qualcosa che avevo scritto per il nostro quinto anniversario di matrimonio.

La tua elaborata semplicità, come la chiamo io, è qualcosa che riusciva sempre a sorprendermi: avevi quella rara dote di creare delle cose speciali e belle con davvero poco e, mentre le cose materiali non avevano quasi alcuna importanza, eri felicissima per le attenzioni che potevo darti.

La “figlia” a cui mi riferivo alla fine della lettera era una delle tue tanto amate piante (che tu amavi chiamare figlie), o era la figlia che abbiamo ricevuto in dono pochi giorni fa?

Chissà…