SE LI AMI NON MUOIONO MAI (con audio)

Tre finiti, tanti cominciati, da quando non ci sei più. Li leggo quando c’è silenzio in casa, forse di sera, quando tutti stanno già dormendo o di mattina quando gli altri si stanno per svegliare.

Mi ricordo di averli in libreria, acquistati senza mai averli sfogliati perché prima o poi li avrei letti o perché in quel momento avrei potuto comprarli e forse dopo non lo avrei fatto.

Tra questi ho trovato un libro in cui Giulio Cesare Giacobbe, che è anche uno psicoterapeuta, racconta di come abbia affrontato la prematura scomparsa del figlio ventisettenne: continuando ad amarlo, a parlargli e a portarlo con sé. Perché se li ami non muoiono mai.

Allora penso che parlandoti, a modo mio, cioè , mettendo i miei pensieri per iscritto, affinché i nostri figli li leggano quando sarà il momento giusto per loro,  posso continuare a farti vivere ancora, a non lasciarti morire come quel giorno.  E voglio sperare che negli ultimi istanti della tua vita terrena, dopo averti detto che ti lasciavo in buone mani,  tu sia riuscita ad allontanare i sentimenti di paura e di rabbia e abbia potuto mettere al centro solo l’amore, il tuo amore per noi e quello di chi ti ha amato e continua ad amarti, permettendoti di non morire mai.

Continua nell’audio 25 (Extra 04) 

LA RANA TIZIA (con audio)

Qual è la cosa più giusta da dire o da fare a qualcuno che ha perso la persona amata in circostanze così tragiche? Non lo sa nessuno, né tantomeno io.

Da quando te ne sei andata così inaspettatamente, sono tante le persone che ci sono state vicine o hanno cercato di esserlo e non posso che essere grato a tutte, indistintamente.

C’è chi ha fatto la cosa che ho apprezzato di più, facendo da autista a Pasquale o accogliendolo in un ambiente sereno in mezzo ad altri bambini; c’è chi ha parlato con me con il semplice sguardo, dicendo moltissimo pur non pronunciando alcuna parola; c’è chi ha semplicemente detto che non aveva parole. E c’è anche chi si è lasciato sfuggire qualcosa che in quel momento non avrebbe potuto di certo aiutarmi, cioé: “Se fosse capitato a me, mi sarei già ammazzato”. In quel caso ho semplicemente risposto con un generico “Mi faccio forza per il bene dei miei figli”, non ho avuto di certo la prontezza di rispondere che la vita è un dono prezioso, che va onorato nonostante gli eventi tragici che possono colpirci.

Ripensando a tutto questo, mi torna in mente la storia della rana Tizia, riletta di recente su Stories We’ve Heard, Stories We’ve Told, di Jeffrey Kottler.

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