TUA MADRE

Un succo di frutta rovesciato, in modo goffo e impacciato, le risate forti e sonore, qualche foto scattata dalla tua migliore amica, e io che entro in casa tua (‘nci trasivi a casa!”) per la prima volta.

È così, con gioia, che ricordo quella volta in cui, con una sicurezza mai avuta prima di allora, forse quella di chi sa di essere nel giusto, ho voluto conoscere la donna che ti ha data alla luce e che ha contribuito a far sì che tu fossi la donna speciale che sei stata e che continui a essere, anche se non più fisicamente.

È la donna a cui, purtroppo, ho dovuto portare la notizia che una madre non dovrebbe mai ascoltare nella sua vita: che tu, la sua adorata figlia, eri andata in cielo. Ed è la stessa donna, quella che io continuo a chiamare “signora” e non suocera, che mi sento di ringraziare profondamente per l’aiuto che mi ha dato e che mi sta continuando a dare con i nostri splendidi figli e soprattutto con la piccola Giada…

RINGRAZIAMENTI

Mi sento di ringraziare tutti quelli che ci sono stati vicini e continuano ad esserlo, anche dopo questo triste momento: la comunità, gli amici, i parenti – vecchi, nuovi e ritrovati – e chiunque abbia rivolto a noi un pensiero.

Grazie a chi ha letto e ascoltato – e mi sta aiutando a condividere – quello che si trova in questa raccolta: pensieri, racconti, disegni, idee, momenti della nostra storia d’amore, libere associazioni e registrazioni audio, il tutto per onorare la tua memoria e per aiutare me stesso ad affrontare questa dura prova. Grazie alla Polizia di Stato e al Pubblico Ministero, i quali ci stanno aiutando e ci aiuteranno di certo a far luce sulla serie di eventi che ha portato alla perdita della persona speciale che eri.

E grazie di cuore anche a quelle ostetriche dell’Ospedale “G. Jazzolino” di Vibo Valentia che ti hanno aiutata a dare alla luce la splendida bambina che è Giada; a quei medici che hanno fatto del loro meglio per salvarti; a chi mi ha permesso di baciare il tuo “guscio vuoto” subito dopo l’intervento e al medico che si è assunto l’onere di darmi quei tragici dettagli.

Infine, voglio ringraziare anche, e soprattutto, i miei figli, Pasquale e Giada, senza dei quali forse avrei reagito diversamente.