IO SENTO CHE MI SFIORI

Una canzone che tocca il cuore, scritta e cantata da Nicola Lico, per due angeli volati in cielo troppo presto: Tiziana Di Renzo e Tiziana Lombardo. Grazie di cuore all’autore.

Tiziana, quando penso a te… ricordo il tuo sorriso
E mi sembra di vederti ancora
Tiziana, quando chiudo gli occhi… e cerco il tuo sorriso…
E la tristezza… vola via
E poi se brilla il sole… io sento che mi sfiori…
Io sento che ci sei…
Io sento che ci sei… Io sento che ci sei…

Tiziana, tu sei il sole, tu sei il mare… Tiziana, tu sei amore…
Tiziana, tu sei il sole, tu sei il mare… ti voglio ricordare…

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Tiziana, quando guardo il cielo… io sento che tu vivi
Io sento che sei qui…
E quando spunta il sole io sento che mi sfiori…
Io sento che ci sei…
Io sento che ci sei… io sento che ci sei…

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Tiziana, tu sei il sole, tu sei il mare… Tiziana, tu sei amore…
Tiziana, tu sei il sole, tu sei il mare… ti voglio ricordare…

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(c) per testi e musica: Nicola Lico

DIALETTO O ITALIANO? (con audio)

“Parliamo in dialetto o in italiano?”

“In italiano”, mi hai risposto tu, guardandomi dritto negli occhi in uno dei nostri primi incontri.

E così abbiamo fatto: ogni volta che eravamo da soli, io e te abbiamo parlato in italiano. I nostri dialetti erano diversi e perciò a volte si creavano anche delle situazioni comiche. Come quella volta in cui hai sentito mia madre chiederti se tu volessi una “nappa” e sei rimasta stupefatta e incerta su cosa ti volesse dire. Che risate che ci siamo fatti quando mi hai detto che la nappa nel vostro dialetto era una parte del corpo femminile, anziché un tazzone per il latte.

Altre volte c’erano delle parole che conoscevamo solo in dialetto e non sapevamo come si dicessero in italiano. Mi ricordo quando, dopo averne scoperta la traduzione, hai cominciato a dire guardandomi ancora con quel tuo dolce sorriso “Mi allappa” invece di “Mi ‘ngargia”, mentre mangiavi qualche frutto acerbo.

Ovviamente, quando eravamo con gli altri, se c’era da parlare il dialetto lo facevamo, perché il dialetto era la nostra prima lingua, la lingua del cuore. E se per dire “Ti amo” ci sembrava più naturale farlo in italiano, c’era una frase che è stata a lungo il nostro tormentone e che potevamo dire solo in dialetto…

 Nell’audio 28 (Extra 07) la nostra frase in dialetto

UNA GIORNATA A SANTA MONICA (con audio)

Di libri negli ultimi dieci anni ne ho scritti tanti, alcuni belli, altri così così, perché, come sapevi, io preferisco fare, piuttosto che cercare la perfezione. Alcuni di questi libri te li ho dedicati espressamente, uno, invece, l’ho dedicato a chiunque volesse imbarcarsi in quel viaggio di scoperta. In realtà quel libro parla di noi e di un viaggio molto bello che abbiamo fatto insieme appena sposati. Era il mio modo, oltre che per dimostrare che l’inglese si può imparare anche in modi diversi, di rivivere insieme a te i posti visitati durante il nostro viaggio di nozze e i ricordi bellissimi che ci siamo creati insieme. E in questo brano che fa parte degli appunti di viaggio in appendice a quel libro, voglio ricordare quella giornata a Santa Monica insieme a te…

Non si può vivere solo di ricordi, ma i ricordi e le esperienze vissute sono quelli che ci rendono le persone che siamo oggi e sono un tesoro da custodire e a cui tornare ogni volta che se ne sente il bisogno, perché sono qualcosa di cui essere grati e che permette alle persone ricordate di continuare a vivere nella nostra memoria.