IN PIAZZA A TROPEA

Una piazza del centro storico di Tropea, un tavolino coperto dei nostri libri per continuare a far vivere la nostra storia, a farla ricordare a chi vorrebbe dimenticarla e a farla conoscere a chi ancora non la conosce. Questo e tanto altro è quello che ieri sera l’Associazione Libertas mi ha permesso di vivere in compagnia di altri autori calabresi nelle piazze più belle della perla della Calabria.

Ho conosciuto delle persone che mi hanno dimostrato il loro modo di onorarti e altre che volevano sapere qualcosa a cui non potevo ancora rispondere, ma che presto si saprà.

Ho rivisto delle persone che ti conoscevano e che ancora non sapevano che eri passata oltre. Ci siamo abbracciati e ci siamo dati forza.

Ho trascorso del tempo insieme ad Alessandro Stella, il caro amico che ha scritto la conclusione del nostro libro, chiacchierando e  passando una serata diversa.

Ho riso quando ho riabbracciato Massimiliano Capalbo, l’imprenditore eretico che ha voluto dedicare a noi due il libro che tutti noi calabresi dovremmo leggere, perché siamo proprio “fatti a viver di turismo” e ancora non ce ne rendiamo conto.

Così come a volte non ci rendiamo conto che la vita è fatta anche di questi momenti, di queste occasioni da cogliere, di cui possiamo solo essere grati. 

 

LA FABBRICA DEL TEMPO (con audio)

Tre ore di macchina, metà delle quali passate ad ascoltare gli audio che ho registrato in questi mesi, ridendo, piangendo, riflettendo, percorrendo strade per me nuove.

Tempo ben speso, per un piccolo viaggio che mi porta in un paesino di poco più di mille anime, Albidona, che forse non avrei mai visitato se la concatenazione degli eventi e Massimiliano Capalbo, autore del libro dedicato proprio a noi due, non mi avessero fatto incontrare due persone davvero in gamba, i fratelli Laino.

La fabbrica del tempo, un evento speciale, che sicuramente può toccare il cuore dei presenti, tra cui tanti bambini. Proprio a loro Leonardo mi propone di improvvisare una storia e in maniera scherzosa racconto quella del contadino e del vecchio saggio prima che quei futuri uomini si mettano gioiosamente a disegnare sul corso di quel centro storico.

Una veloce mappa mentale improvvisata durante il dibattito

A un certo punto, durante un interessante dibattito, dal titolo “Resisto ergo sum”, Michele mi invita a dire qualcosa, perché “da una tragedia non nascono altre tragedie, possono nascere delle cose positive, dei momenti di riscatto“.

Poi posso rimettermi in viaggio, ricordandomi di quando ti addormentavi in macchina e io rimanevo sveglio per proteggerti e farti arrivare a casa sana e salva. Chissà perché ieri sera ho avuto la strana sensazione che fossi tu a prenderti cura di me mentre guidavo…

Nell’audio 31 (Extra 10) una registrazione dal vivo del mio intervento