MIO PADRE

Era il 23 marzo 2017. Tu eri morta da poco più di due mesi. Papà stava molto male. Il giorno prima aveva subito un intervento urgente, fattogli da qualcuno che avevo visto per la prima volta solo il giorno della tua morte e che mi ha rivelato dei dettagli che non avrei potuto conoscere in quel momento.
 
Ero riuscito ad andare alla fiera dell’Annunziata con nostro figlio, l’unico suo nipote che portava il suo stesso nome, l’originale, amava dire tutto orgoglioso. Abbiamo incontrato lo zio, suo fratello, che preoccupato ci ha detto: “Pensi che stavolta la superiamo?”
 
E io, non so come, ho risposto: “Zio, mi farebbe piacere avere un papà per un altro paio di anni”.
 
Sembra proprio che tu e qualcun altro lassù abbiate ascoltato le mie parole, perché a poco a poco è migliorato e solo a quasi due anni da quel 23 marzo 2017, mio padre ci ha lasciati, dopo che i medici che lo hanno assistito nel suo ultimo mese di vita – e a cui tutti noi esprimiamo la nostra più sincera gratitudine – hanno fatto del loro meglio dal lato umano e professionale per accompagnarlo verso il suo traguardo, permettendo anche a noi di ascoltare e dire delle frasi cariche di sentimento mentre ci rendevamo conto di quello che stava per accadere, passo dopo passo, peggioramento dopo peggioramento.
 
Gli ho chiesto di salutarti quando ti avrebbe rivista e spero che tu, insieme a tutti i suoi cari, lo abbiate accolto nel migliore dei modi nella casa che in sogno mi ha mostrato di stare costruendo.
 

LA FESTA

Una volta ti avevo raccontato di alcune popolazioni che alla morte di un loro caro facevano una gran festa e si vestivano di bianco.

Non l’avessi mai fatto. Da quel momento, ogni volta che veniva fuori l’argomento, mi dicevi che, quando saresti morta, io avrei fatto una gran festa.

Quella sera, anche  prima di fornire le prime informazioni alla Polizia, la mia preoccupazione più grande è stata quella di portare Pasquale a casa, nel suo letto. E dopo averlo coricato, senza mettergli il pigiama per una volta, mi sono appoggiato anch’io sul nostro letto, dal tuo lato, e mi sono messo a piangere come non avevo fatto mai.

“Hai visto che festa sto facendo, moglie mia? Hai visto?”, ti ho chiesto, senza aspettarmi alcuna risposta.

Poi mi sono raggomitolato con le mani sotto il tuo cuscino e, nonostante la casa fosse fredda, perché non c’eravamo stati tutto il giorno, quella parte del letto era caldissima, quasi come se tu la stessi occupando ancora.

Quella notte sono stato lì, ma non ho dormito. All’alba dell’Epifania che non scorderò mai, ho voluto chiamare uno dei tuoi fratelli per chiedere se fosse vero e purtroppo lo era.

Niente festa e niente vestiti bianchi per una partenza così improvvisa, amore mio. Niente festa. Non ci hai dato il tempo di prepararla. Ma non preoccuparti: ci saranno altre feste in questa vita e le festeggeremo portandoti nel cuore.

SE LI AMI NON MUOIONO MAI (con audio)

Tre finiti, tanti cominciati, da quando non ci sei più. Li leggo quando c’è silenzio in casa, forse di sera, quando tutti stanno già dormendo o di mattina quando gli altri si stanno per svegliare.

Mi ricordo di averli in libreria, acquistati senza mai averli sfogliati perché prima o poi li avrei letti o perché in quel momento avrei potuto comprarli e forse dopo non lo avrei fatto.

Tra questi ho trovato un libro in cui Giulio Cesare Giacobbe, che è anche uno psicoterapeuta, racconta di come abbia affrontato la prematura scomparsa del figlio ventisettenne: continuando ad amarlo, a parlargli e a portarlo con sé. Perché se li ami non muoiono mai.

Allora penso che parlandoti, a modo mio, cioè , mettendo i miei pensieri per iscritto, affinché i nostri figli li leggano quando sarà il momento giusto per loro,  posso continuare a farti vivere ancora, a non lasciarti morire come quel giorno.  E voglio sperare che negli ultimi istanti della tua vita terrena, dopo averti detto che ti lasciavo in buone mani,  tu sia riuscita ad allontanare i sentimenti di paura e di rabbia e abbia potuto mettere al centro solo l’amore, il tuo amore per noi e quello di chi ti ha amato e continua ad amarti, permettendoti di non morire mai.

Continua nell’audio 25 (Extra 04)