QUARANT’ANNI

Quarant’anni, e tu sei davanti alla tua torta. 

Forse l’hai fatta con le tue mani. Stai per soffiare la candelina ed esprimi il tuo desiderio.

“Desidero che sia stato solo un brutto incubo e voglio solo essere qui, insieme a tutti i miei cari, per continuare a vivere la vita con la semplicità che è sempre stata parte di me…” 

Non so quale sarebbe stato il tuo desiderio, ma forse questo è uno dei più probabili.

Buon compleanno, moglie mia.

 

Tiziana Lombardo non potrà festeggiare il suo quarantesimo compleanno insieme ai suoi cari. Il 5 gennaio 2017 ha perso la vita per cause che, dopo due anni di indagini, sono ancora al vaglio della Magistratura.

 

DUE ANNI

Due anni di traguardi piccoli e grandi, raggiunti con il sorriso dell’innocenza e la caparbietà che tu e la maggior parte dei bambini avete.

Poco meno di un anno fa hai cominciato a camminare. Sei caduta, ma ti sei rialzata sempre, insegnando qualcosa anche a noi. Ti abbiamo vista vivere, senza troppi pensieri, senza le preoccupazioni che noi adulti sembriamo crearci ad ogni occasione.

Ti abbiamo ascoltata chiamare con il giusto appellativo ogni persona che ti sta accompagnando nel tuo percorso, così come ti abbiamo ascoltato dire “Questa è la mamma mia” ogni volta che guardavi la foto del dolce sorriso di chi ti ha presentata a tutti noi dopo averti portata in grembo per nove mesi di dolcissima attesa.

E nel giorno del tuo compleanno, ti auguro, figlia nostra, di continuare a crescere godendoti ogni singolo istante del dono della vita, perché ce l’hai tutta davanti a te. Continua a farlo e continua a rialzarti, sempre.

QUINTO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO (con audio)

Nel giorno del tuo compleanno, lo stesso giorno in cui sono venuto a trovarti al cimitero a portarti tre rose rosse e i due disegni che ho fatto nei giorni scorsi, e Pasquale i fiorellini gialli che ha scelto per te, mi va di rileggerti a voce alta qualcosa che avevo scritto per il nostro quinto anniversario di matrimonio.

La tua elaborata semplicità, come la chiamo io, è qualcosa che riusciva sempre a sorprendermi: avevi quella rara dote di creare delle cose speciali e belle con davvero poco e, mentre le cose materiali non avevano quasi alcuna importanza, eri felicissima per le attenzioni che potevo darti.

La “figlia” a cui mi riferivo alla fine della lettera era una delle tue tanto amate piante (che tu amavi chiamare figlie), o era la figlia che abbiamo ricevuto in dono pochi giorni fa?

Chissà…