UNA ROSA NEL CIELO (con audio)

La stella polare che brilla sul cielo di Tropea – Foto di Mosé Mazzitelli (c) – Riproduzione riservata

Mentre stavamo ritornando a casa in macchina io e Pasquale, tutto contento mi dice: “Guarda, papà, c’è la mamma lassù!” Alzo gli occhi e la vedo. Un’unica stella che brilla nel cielo che comincia a farsi buio. “Sì, è proprio la mamma,” gli dico io sorridendo. Una stella nel cielo, o forse una rosa nel cielo, come nella canzone che Nicola Lico, che ha perso la sua amata Brunella di recente, ti ha voluto dedicare.

Testi, voce, musica e arrangiamento di Nicola Lico.

Audio 14


 

LA PORTA BLU

Una volta varcata la soglia della porta blu, dopo aver chiesto subito un paio di volte se tu ce l’avessi fatta e non ottenendo risposta, forse sei stata tu a darmi quella calma e quella lucidità che probabilmente hanno lasciato di stucco i diversi medici intorno a me, mentre ponevo loro le domande giuste per avere i chiarimenti necessari, facendo le mie osservazioni, dichiarando già in quell’istante che avrei fatto di tutto per far accertare la verità attraverso le vie legali. Queste sono le uniche vie che io e tutti i tuoi cari seguiremo con tenacia, perché, come già ho detto io stesso al prete preoccupato che mi ha confessato prima del tuo funerale, “Se cerchi vendetta, devi prima preparare due tombe, una per il tuo nemico e una per te stesso“. E tutti noi vogliamo onorare la tua memoria, vivendo a testa alta la nostra vita, continuando ad essere di buon esempio per chi ci circonda. E lo facciamo per te, per i nostri figli e per noi stessi.

IL GUSCIO

La tomba di Tiziana – Foto di Stefano Scordo

Ho riflettuto a lungo se pubblicare questa foto, ma alla fine decido di farlo e preferirei NON ci fossero COMMENTI sotto.

Ci scherzavamo su, tu mi avevi detto che volevi tornare a Paravati, io ti dicevo che volevo tornare a Tropea. Ho detto subito che sapevo dove volevi che posassimo il tuo guscio vuoto, perché è di questo che si tratta, di un guscio, che alla fine ha dovuto subire tante violazioni, tra cui quelle fredde dell’autopsia, per permetterci di scoprire la verità che sta dietro agli eventi che hanno portato alla tua tragica partenza. Lo stesso guscio vuoto che, dopo ore interminabili di attesa dietro la porta blu, ho voluto vedere, io per primo e da solo, per darti un ultimo bacio e augurarti buon viaggio, quando il tuo spirito era già libero di stare accanto a noi e ovunque, in ogni posto e in ogni tempo.

UNA GIORNATA A SANTA MONICA (con audio)

Di libri negli ultimi dieci anni ne ho scritti tanti, alcuni belli, altri così così, perché, come sapevi, io preferisco fare, piuttosto che cercare la perfezione. Alcuni di questi libri te li ho dedicati espressamente, uno, invece, l’ho dedicato a chiunque volesse imbarcarsi in quel viaggio di scoperta. In realtà quel libro parla di noi e di un viaggio molto bello che abbiamo fatto insieme appena sposati. Era il mio modo, oltre che per dimostrare che l’inglese si può imparare anche in modi diversi, di rivivere insieme a te i posti visitati durante il nostro viaggio di nozze e i ricordi bellissimi che ci siamo creati insieme. E in questo brano che fa parte degli appunti di viaggio in appendice a quel libro, voglio ricordare quella giornata a Santa Monica insieme a te…

Non si può vivere solo di ricordi, ma i ricordi e le esperienze vissute sono quelli che ci rendono le persone che siamo oggi e sono un tesoro da custodire e a cui tornare ogni volta che se ne sente il bisogno, perché sono qualcosa di cui essere grati e che permette alle persone ricordate di continuare a vivere nella nostra memoria.

 

ALESSANDRO ZANARDI (con audio)

Una delle cose che ho sempre detto a Pasquale ogni volta che cadeva, sin dai suoi primi passi, anche quando forse non avrebbe potuto capire ciò che dicevo, è che quando si cade ci si rialza, più forti di prima. Continuo a dirglielo e continuo a farlo.

Certo, sarà dura senza di te, ma sta’ sicura che ci rialzeremo più forti di prima anche stavolta, perché, come ho detto in questa storia, che ho raccontato per la prima volta il 23 novembre 2016, ci sono diversi modi di reagire ad un evento drammatico: ci si può deprimere, ci si può lamentare, ci si può rassegnare, oppure si può cominciare ad agire e a fare qualcosa per vivere la propria vita pienamente, nonostante tutto. Un po’ come ha fatto il protagonista di questa storia di vita reale…

In questo caso, quanto racconto è un mio adattamento di una storia presente nel libro Storie impossibili di Roberto Cerè.

 

LA STANZA DEI MILLE DEMONI (con audio)

Ogni tanto, mi torna in mente una storia letta tempo prima e gli occhi mi cadono proprio sul libro dove è contenuta.

Allora lo apro, rileggo la storia e mi viene voglia di raccontarla.

Un po’ come mi è successo per quella che è parte del libro intitolato Invitation to Possibility Land, di Bill O’Hanlon, un famoso psicoterapeuta americano.

L’ho riletta proprio nei giorni successivi al Natale scorso e mi è venuta voglia di raccontartela, adattandola un po’, non sapendo ancora che anch’io, di lì a poco, sarei dovuto entrare nella mia personalissima stanza dei mille demoni…

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MONDO SENZA FINE (con audio)

Il nostro primo Natale insieme, su consiglio di qualcuno a noi caro, mi regalasti questo libro gigantesco – che forse è il caso che finalmente cominci a leggere.

Le tue parole rimasero scolpite nel mio cuore, tant’è che oggi voglio prestarti la mia voce per rileggerle al posto tuo.

Grazie per quelle bellissime parole, dolce amore mio.

 

UN ATTIMO DI RIFLESSIONE (con audio)

Tanti anni fa (più o meno tra il 1999 e il 2001), quando ancora non esisteva Facebook, mi arrivò via email questo testo. Era una “catena di Sant’Antonio”.

Non so perché, ma il testo mi colpì così tanto che lo volli conservare. Anni dopo lo lessi a voce alta anche a te.

A volte io e te siamo riusciti a rendere speciali i nostri giorni, altre volte no, per questo oggi mi va di rileggere queste parole di cui non conosco l’autore, ma che a quel tempo intitolai: Un Attimo di Riflessione.

 

QUINTO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO (con audio)

Nel giorno del tuo compleanno, lo stesso giorno in cui sono venuto a trovarti al cimitero a portarti tre rose rosse e i due disegni che ho fatto nei giorni scorsi, e Pasquale i fiorellini gialli che ha scelto per te, mi va di rileggerti a voce alta qualcosa che avevo scritto per il nostro quinto anniversario di matrimonio.

La tua elaborata semplicità, come la chiamo io, è qualcosa che riusciva sempre a sorprendermi: avevi quella rara dote di creare delle cose speciali e belle con davvero poco e, mentre le cose materiali non avevano quasi alcuna importanza, eri felicissima per le attenzioni che potevo darti.

La “figlia” a cui mi riferivo alla fine della lettera era una delle tue tanto amate piante (che tu amavi chiamare figlie), o era la figlia che abbiamo ricevuto in dono pochi giorni fa?

Chissà…

 

RICONQUISTA IL RAPPORTO CON IL PADRE E LA MADRE (con audio)

Poco dopo la morte del tuo caro padre, mi confidasti piangendo che non avevi fatto in tempo a dirgli quanto gli volevi bene.

Non so perché, ma nei giorni successivi, mentre eri impegnata in altro, cominciai a leggerti a voce alta quel libro poco conosciuto che aveva quel titolo così poco azzeccato: Easy Life, di Steven Freeman.

Voglio sperare che ti abbia aiutato, così come può aiutare me mentre rileggo a voce alta proprio questo brano…