LE COINCIDENZE

Un sabato sera, a poco più di un mese da quel tragico giorno, siamo andati al circo armati della spada luminosa di Pasquale. Fatto sta che, mentre lui mi chiedeva se potesse sposare l’acrobata di nome Gessica, la spada mi è caduta goffamente sotto la gradinata e non l’ho potuta più recuperare, anzi, non l’abbiamo trovata più, nemmeno quando l’abbiamo cercata. Appena usciti dallo spettacolo, Pasquale se n’è ricordato e giustamente si è arrabbiato.

Gliel’avrei ricomprata il giorno dopo, ma ovviamente non gli è bastato. Mentre tornavamo a casa, la figlia dei nostri amici si è sentita male e, dato che eravamo lì, ci siamo fermati al negozio cinese del vicino centro commerciale, alla ricerca di una nuova spada. Proprio in quel momento, di sabato sera, in quel negozio grandissimo nel quale c’era da perdersi, mi sono trovato davanti una persona mai vista prima, se non il 5 gennaio, il giorno in cui te ne sei andata. La mia reazione più naturale e spontanea è stata quella di ringraziarla per ciò che ha fatto quella sera, dal profondo del mio cuore. Siamo riusciti a parlare per un paio di significativi minuti, prima che Pasquale mi riportasse alla ricerca del suo oggetto del desiderio.

Certo, le coincidenze sono state così tante che, quasi quasi, sarebbe stato più facile trovare un ago in un pagliaio nel cuore della notte. Mi piace pensare che qualcuno lassù volesse proprio che io rivedessi quella persona. Eri forse tu?

LA RANA TIZIA (con audio)

Qual è la cosa più giusta da dire o da fare a qualcuno che ha perso la persona amata in circostanze così tragiche? Non lo sa nessuno, né tantomeno io.

Da quando te ne sei andata così inaspettatamente, sono tante le persone che ci sono state vicine o hanno cercato di esserlo e non posso che essere grato a tutte, indistintamente.

C’è chi ha fatto la cosa che ho apprezzato di più, facendo da autista a Pasquale o accogliendolo in un ambiente sereno in mezzo ad altri bambini; c’è chi ha parlato con me con il semplice sguardo, dicendo moltissimo pur non pronunciando alcuna parola; c’è chi ha semplicemente detto che non aveva parole. E c’è anche chi si è lasciato sfuggire qualcosa che in quel momento non avrebbe potuto di certo aiutarmi, cioé: “Se fosse capitato a me, mi sarei già ammazzato”. In quel caso ho semplicemente risposto con un generico “Mi faccio forza per il bene dei miei figli”, non ho avuto di certo la prontezza di rispondere che la vita è un dono prezioso, che va onorato nonostante gli eventi tragici che possono colpirci.

Ripensando a tutto questo, mi torna in mente la storia della rana Tizia, riletta di recente su Stories We’ve Heard, Stories We’ve Told, di Jeffrey Kottler.

  Audio 18

CAPODANNO 2017

La sera di Capodanno ho insistito perché ci facessimo una foto tutti e quattro insieme, anche se ancora non eravamo in quattro. Lo siamo stati per due giorni, in uno dei quali sei anche riuscita a fotografarmi emozionato quando presentavo a Giada i suoi parenti. Momenti meravigliosi che vale la pena di aver vissuto insieme a te…

CONTINUARE A IMPARARE

Imparare per vivere meglio – Foto: Stefano Scordo

Sei sempre stata curiosa di questa mia voglia di continuare ancora a imparare cose nuove e non mi hai mai ostacolato, anzi mi incoraggiavi ad andare avanti.

Certo, qualche volta mi chiedevi cosa cercassi e perché lo facessi. Non ero mai riuscito a trovare una risposta convincente, nemmeno per me stesso.

Oggi potrei risponderti, purtroppo: forse per saper affrontare al meglio tutto quello che è successo e sta ancora succedendo.

Tra le tante cose, ho accettato il gentile invito a partecipare al programma Quinta Colonna e il 13 febbraio ho rotto il silenzio, rivelando pubblicamente una parte di ciò che purtroppo ti è accaduto.

 

In studio a parlare del caso con Paolo Del Debbio

LETTERA A GIADA (con audio)

Quella mattina mi ero svegliato presto, avevo scritto una letterina di benvenuto che ho ritrovato casualmente poco più di un mese dopo, sfogliando il taccuino su cui l’avevo scritta. Avevo preparato una mappa che poi ho colorato insieme al nostro ometto, e avevo persino creato con la forbice dei piccoli festoni a omino di cui Pasquale è rimasto stupito. Pensavamo che quello fosse il giorno del vostro arrivo/rientro a casa. Non avrei mai potuto immaginare quello che invece è successo in quella lunghissima giornata…

 

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE (con audio)

Pochi giorni fa, con mia grande sorpresa, sono riuscito a completare con successo una missione che forse tu avresti creduto impossibile per me: comprare, da solo, una tuta per Pasquale insieme al modellino della Ferrari che si era meritato per aver fatto il bravo per tutta la settimana (metà l’ha pagato con i suoi risparmi e metà gliel’ho pagato io, perché credo sia giusto che continui a mantenere un rapporto sano con il denaro).

Per farlo, siamo andati in macchina, da soli, io e lui, a un centro commerciale di Gioia Tauro, mentre ascoltavamo delle storie su cd.

Dopo Il principe ranocchio e La bella e la bestia, Pasquale ha scelto Il gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach nell’interpretazione di Enzo Decaro.

Come ti ricorderai, il nostro piccolo ometto conosceva già la storia perché ormai sono anni che gli leggo a voce alta delle belle storie prima che si addormenti.

Nei giorni successivi abbiamo finito di ascoltare i due cd e verso la fine c’era il brano che oggi voglio leggere a voce alta.

Audio 16

 

PSICOLOGIA CONTEMPORANEA

Poco prima di Natale ero stato contattato per creare una mappa mentale per la rivista Psicologia Contemporanea. Eri così orgogliosa di questo fatto, che ho pensato di completarla ugualmente (e gratuitamente) seguendo un po’ le indicazioni che mi avevi dato, riducendo la testa di qualcuno che era venuto fuori un po’ troppo grande. Spero piaccia anche a te, così come è piaciuta a Gennaro Romagnoli e al direttore Luca Mazzucchelli.

Il numero di quel mese parlava di cambiamento, anche quello estremo che io, i nostri figli e tutti i tuoi cari stiamo vivendo…

NATALE 2008

Era passato più di un anno da quando ti avevo conosciuta e quel Natale ti ho voluta sorprendere con un libro speciale di cui esiste solo una copia, con le nostre foto più belle fino ad allora e dei piccoli testi scritti apposta per te. Il 2008 era anche l’anno in cui, chissà come, forse per la mia inarrestabile voglia di guarire, forse per l’intercessione di qualcuno che ora è lassù ma che a quei tempi viveva ancora, io sono totalmente guarito da quel grave problema di salute che sembrava farci crollare il mondo addosso. La foto che ho voluto riprodurre in questi giorni, è quella che avevo scelto per la copertina di quel libro da cui è anche tratto il brano che mi sento di leggere a voce alta a un mese di distanza da quella tragica giornata.

 

UNA ROSA NEL CIELO (con audio)

La stella polare che brilla sul cielo di Tropea – Foto di Mosé Mazzitelli (c) – Riproduzione riservata

Mentre stavamo ritornando a casa in macchina io e Pasquale, tutto contento mi dice: “Guarda, papà, c’è la mamma lassù!” Alzo gli occhi e la vedo. Un’unica stella che brilla nel cielo che comincia a farsi buio. “Sì, è proprio la mamma,” gli dico io sorridendo. Una stella nel cielo, o forse una rosa nel cielo, come nella canzone che Nicola Lico, che ha perso la sua amata Brunella di recente, ti ha voluto dedicare.

Testi, voce, musica e arrangiamento di Nicola Lico.

Audio 14


 

LA PORTA BLU

Una volta varcata la soglia della porta blu, dopo aver chiesto subito un paio di volte se tu ce l’avessi fatta e non ottenendo risposta, forse sei stata tu a darmi quella calma e quella lucidità che probabilmente hanno lasciato di stucco i diversi medici intorno a me, mentre ponevo loro le domande giuste per avere i chiarimenti necessari, facendo le mie osservazioni, dichiarando già in quell’istante che avrei fatto di tutto per far accertare la verità attraverso le vie legali. Queste sono le uniche vie che io e tutti i tuoi cari seguiremo con tenacia, perché, come già ho detto io stesso al prete preoccupato che mi ha confessato prima del tuo funerale, “Se cerchi vendetta, devi prima preparare due tombe, una per il tuo nemico e una per te stesso“. E tutti noi vogliamo onorare la tua memoria, vivendo a testa alta la nostra vita, continuando ad essere di buon esempio per chi ci circonda. E lo facciamo per te, per i nostri figli e per noi stessi.