LETTERA A GIADA (con audio)

Quella mattina mi ero svegliato presto, avevo scritto una letterina di benvenuto che ho ritrovato casualmente poco più di un mese dopo, sfogliando il taccuino su cui l’avevo scritta. Avevo preparato una mappa che poi ho colorato insieme al nostro ometto, e avevo persino creato con la forbice dei piccoli festoni a omino di cui Pasquale è rimasto stupito. Pensavamo che quello fosse il giorno del vostro arrivo/rientro a casa. Non avrei mai potuto immaginare quello che invece è successo in quella lunghissima giornata…

 

IL GABBIANO JONATHAN LIVINGSTONE (con audio)

Pochi giorni fa, con mia grande sorpresa, sono riuscito a completare con successo una missione che forse tu avresti creduto impossibile per me: comprare, da solo, una tuta per Pasquale insieme al modellino della Ferrari che si era meritato per aver fatto il bravo per tutta la settimana (metà l’ha pagato con i suoi risparmi e metà gliel’ho pagato io, perché credo sia giusto che continui a mantenere un rapporto sano con il denaro).

Per farlo, siamo andati in macchina, da soli, io e lui, a un centro commerciale di Gioia Tauro, mentre ascoltavamo delle storie su cd.

Dopo Il principe ranocchio e La bella e la bestia, Pasquale ha scelto Il gabbiano Jonathan Livingstone di Richard Bach nell’interpretazione di Enzo Decaro.

Come ti ricorderai, il nostro piccolo ometto conosceva già la storia perché ormai sono anni che gli leggo a voce alta delle belle storie prima che si addormenti.

Nei giorni successivi abbiamo finito di ascoltare i due cd e verso la fine c’era il brano che oggi voglio leggere a voce alta.

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PSICOLOGIA CONTEMPORANEA

Poco prima di Natale ero stato contattato per creare una mappa mentale per la rivista Psicologia Contemporanea. Eri così orgogliosa di questo fatto, che ho pensato di completarla ugualmente (e gratuitamente) seguendo un po’ le indicazioni che mi avevi dato, riducendo la testa di qualcuno che era venuto fuori un po’ troppo grande. Spero piaccia anche a te, così come è piaciuta a Gennaro Romagnoli e al direttore Luca Mazzucchelli.

Il numero di quel mese parlava di cambiamento, anche quello estremo che io, i nostri figli e tutti i tuoi cari stiamo vivendo…

NATALE 2008

Era passato più di un anno da quando ti avevo conosciuta e quel Natale ti ho voluta sorprendere con un libro speciale di cui esiste solo una copia, con le nostre foto più belle fino ad allora e dei piccoli testi scritti apposta per te. Il 2008 era anche l’anno in cui, chissà come, forse per la mia inarrestabile voglia di guarire, forse per l’intercessione di qualcuno che ora è lassù ma che a quei tempi viveva ancora, io sono totalmente guarito da quel grave problema di salute che sembrava farci crollare il mondo addosso. La foto che ho voluto riprodurre in questi giorni, è quella che avevo scelto per la copertina di quel libro da cui è anche tratto il brano che mi sento di leggere a voce alta a un mese di distanza da quella tragica giornata.

 

UNA ROSA NEL CIELO (con audio)

La stella polare che brilla sul cielo di Tropea – Foto di Mosé Mazzitelli (c) – Riproduzione riservata

Mentre stavamo ritornando a casa in macchina io e Pasquale, tutto contento mi dice: “Guarda, papà, c’è la mamma lassù!” Alzo gli occhi e la vedo. Un’unica stella che brilla nel cielo che comincia a farsi buio. “Sì, è proprio la mamma,” gli dico io sorridendo. Una stella nel cielo, o forse una rosa nel cielo, come nella canzone che Nicola Lico, che ha perso la sua amata Brunella di recente, ti ha voluto dedicare.

Testi, voce, musica e arrangiamento di Nicola Lico.

Audio 14


 

LA PORTA BLU

Una volta varcata la soglia della porta blu, dopo aver chiesto subito un paio di volte se tu ce l’avessi fatta e non ottenendo risposta, forse sei stata tu a darmi quella calma e quella lucidità che probabilmente hanno lasciato di stucco i diversi medici intorno a me, mentre ponevo loro le domande giuste per avere i chiarimenti necessari, facendo le mie osservazioni, dichiarando già in quell’istante che avrei fatto di tutto per far accertare la verità attraverso le vie legali. Queste sono le uniche vie che io e tutti i tuoi cari seguiremo con tenacia, perché, come già ho detto io stesso al prete preoccupato che mi ha confessato prima del tuo funerale, “Se cerchi vendetta, devi prima preparare due tombe, una per il tuo nemico e una per te stesso“. E tutti noi vogliamo onorare la tua memoria, vivendo a testa alta la nostra vita, continuando ad essere di buon esempio per chi ci circonda. E lo facciamo per te, per i nostri figli e per noi stessi.

IL GUSCIO

La tomba di Tiziana – Foto di Stefano Scordo

Ho riflettuto a lungo se pubblicare questa foto, ma alla fine decido di farlo e preferirei NON ci fossero COMMENTI sotto.

Ci scherzavamo su, tu mi avevi detto che volevi tornare a Paravati, io ti dicevo che volevo tornare a Tropea. Ho detto subito che sapevo dove volevi che posassimo il tuo guscio vuoto, perché è di questo che si tratta, di un guscio, che alla fine ha dovuto subire tante violazioni, tra cui quelle fredde dell’autopsia, per permetterci di scoprire la verità che sta dietro agli eventi che hanno portato alla tua tragica partenza. Lo stesso guscio vuoto che, dopo ore interminabili di attesa dietro la porta blu, ho voluto vedere, io per primo e da solo, per darti un ultimo bacio e augurarti buon viaggio, quando il tuo spirito era già libero di stare accanto a noi e ovunque, in ogni posto e in ogni tempo.

UNA GIORNATA A SANTA MONICA (con audio)

Di libri negli ultimi dieci anni ne ho scritti tanti, alcuni belli, altri così così, perché, come sapevi, io preferisco fare, piuttosto che cercare la perfezione. Alcuni di questi libri te li ho dedicati espressamente, uno, invece, l’ho dedicato a chiunque volesse imbarcarsi in quel viaggio di scoperta. In realtà quel libro parla di noi e di un viaggio molto bello che abbiamo fatto insieme appena sposati. Era il mio modo, oltre che per dimostrare che l’inglese si può imparare anche in modi diversi, di rivivere insieme a te i posti visitati durante il nostro viaggio di nozze e i ricordi bellissimi che ci siamo creati insieme. E in questo brano che fa parte degli appunti di viaggio in appendice a quel libro, voglio ricordare quella giornata a Santa Monica insieme a te…

Non si può vivere solo di ricordi, ma i ricordi e le esperienze vissute sono quelli che ci rendono le persone che siamo oggi e sono un tesoro da custodire e a cui tornare ogni volta che se ne sente il bisogno, perché sono qualcosa di cui essere grati e che permette alle persone ricordate di continuare a vivere nella nostra memoria.

 

ALESSANDRO ZANARDI (con audio)

Una delle cose che ho sempre detto a Pasquale ogni volta che cadeva, sin dai suoi primi passi, anche quando forse non avrebbe potuto capire ciò che dicevo, è che quando si cade ci si rialza, più forti di prima. Continuo a dirglielo e continuo a farlo.

Certo, sarà dura senza di te, ma sta’ sicura che ci rialzeremo più forti di prima anche stavolta, perché, come ho detto in questa storia, che ho raccontato per la prima volta il 23 novembre 2016, ci sono diversi modi di reagire ad un evento drammatico: ci si può deprimere, ci si può lamentare, ci si può rassegnare, oppure si può cominciare ad agire e a fare qualcosa per vivere la propria vita pienamente, nonostante tutto. Un po’ come ha fatto il protagonista di questa storia di vita reale…

In questo caso, quanto racconto è un mio adattamento di una storia presente nel libro Storie impossibili di Roberto Cerè.

 

LA STANZA DEI MILLE DEMONI (con audio)

Ogni tanto, mi torna in mente una storia letta tempo prima e gli occhi mi cadono proprio sul libro dove è contenuta.

Allora lo apro, rileggo la storia e mi viene voglia di raccontarla.

Un po’ come mi è successo per quella che è parte del libro intitolato Invitation to Possibility Land, di Bill O’Hanlon, un famoso psicoterapeuta americano.

L’ho riletta proprio nei giorni successivi al Natale scorso e mi è venuta voglia di raccontartela, adattandola un po’, non sapendo ancora che anch’io, di lì a poco, sarei dovuto entrare nella mia personalissima stanza dei mille demoni…

 Audio 11