IL PETTIROSSO (con audio)

Era come se si fosse fermato a guardarmi, quel bel pettirosso, prima di volare via libero nel cielo azzurro. Tornato a casa, lo dico anche agli altri e ascolto un po’ meravigliato che l’hanno visto anche loro, proprio davanti alla finestra di casa nostra. Forse quell’uccellino meraviglioso voleva semplicemente ricordarci una storia…

Ed è così che mi è tornata in mente quella che avevo letto, a voce alta, a te e a Pasquale l’anno prima.

Si tratta di un mio adattamento tratto da: Il Libro di Natale di Selma Lagerlöf.

IL PRIMO COMUNICATO SUL CASO DI TIZIANA LOMBARDO

di Francesco Ruffa e Giuseppe Catalano, avvocati

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Le famiglie Libertino/Lombardo, specificano che: alla luce delle prime risultanze dell’autopsia eseguita il giorno 8 gennaio 2017, si precisa che, allo stato attuale, non è stato riscontrato alcun aneurisma dell’arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all’esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell’A.G. procedente.

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NINNA NANNA, PICCOLA GIADA (con audio)

Questa è la ninna nanna che a volte funzionava con Pasquale e che ora funziona, a volte, con Giada. Mentre la registravo ha funzionato! È in inglese e l’avevo creata alla nascita di Pasquale; non so se è totalmente originale o grammaticalmente corretta, fatto sta che recita così:

Happy, Healthy, Wealthy and Wise, I am Giada and I am so…

And I grow richer day after day!

Tradotta in italiano, significa questo:

Felice, in Salute, Prospera e Saggia, Sono Giada e sono così…

E cresco (diventando) più ricca (non materialmente!) giorno dopo giorno!

Audio 02

DOLCISSIMO AMORE MIO (con audio)

Faceva un freddo che non ci ricordavamo da tanto, ma di sicuro non così gelido come le lame che accertavano la lacerazione della tua milza e la lesione di un tuo vaso – purtroppo non uno di quelli di terracotta in cui tenevi le tue amate piante. Mi sono appartato per un po’ e ho cominciato a scrivere quelle parole che sono venute fuori così, di getto, senza pensarci.

Pensavo di lasciarle solo per te, dentro la tua bara, nel libro che avevo dedicato al tuo caro padre. Poi i tuoi cugini mi hanno chiesto se potevano leggere qualcosa in tuo onore in chiesa, al tuo funerale, e io ho cambiato idea.

Grazie a due carissimi amici, quel testo, di cui esisteva una sola copia e volevo che restasse accanto a te, è stato fotocopiato in modo che io lo leggessi alla fine di quell’interminabile funzione, in quel gelido sagrato, lo stesso che anni prima, in quel caldo ottobre, ci aveva visti sposare.

E ora lo rileggo un’altra volta, a voce alta, affinché tanti altri possano ascoltarlo…

Audio 01

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