LA STANZA DEI MILLE DEMONI (con audio)

Ogni tanto, mi torna in mente una storia letta tempo prima e gli occhi mi cadono proprio sul libro dove è contenuta.

Allora lo apro, rileggo la storia e mi viene voglia di raccontarla.

Un po’ come mi è successo per quella che è parte del libro intitolato Invitation to Possibility Land, di Bill O’Hanlon, un famoso psicoterapeuta americano.

L’ho riletta proprio nei giorni successivi al Natale scorso e mi è venuta voglia di raccontartela, adattandola un po’, non sapendo ancora che anch’io, di lì a poco, sarei dovuto entrare nella mia personalissima stanza dei mille demoni…

 Audio 11

MONDO SENZA FINE (con audio)

Il nostro primo Natale insieme, su consiglio di qualcuno a noi caro, mi regalasti questo libro gigantesco – che forse è il caso che finalmente cominci a leggere.

Le tue parole rimasero scolpite nel mio cuore, tant’è che oggi voglio prestarti la mia voce per rileggerle al posto tuo.

Grazie per quelle bellissime parole, dolce amore mio.

 

UN ATTIMO DI RIFLESSIONE (con audio)

Tanti anni fa (più o meno tra il 1999 e il 2001), quando ancora non esisteva Facebook, mi arrivò via email questo testo. Era una “catena di Sant’Antonio”.

Non so perché, ma il testo mi colpì così tanto che lo volli conservare. Anni dopo lo lessi a voce alta anche a te.

A volte io e te siamo riusciti a rendere speciali i nostri giorni, altre volte no, per questo oggi mi va di rileggere queste parole di cui non conosco l’autore, ma che a quel tempo intitolai: Un Attimo di Riflessione.

 

QUINTO ANNIVERSARIO DI MATRIMONIO (con audio)

Nel giorno del tuo compleanno, lo stesso giorno in cui sono venuto a trovarti al cimitero a portarti tre rose rosse e i due disegni che ho fatto nei giorni scorsi, e Pasquale i fiorellini gialli che ha scelto per te, mi va di rileggerti a voce alta qualcosa che avevo scritto per il nostro quinto anniversario di matrimonio.

La tua elaborata semplicità, come la chiamo io, è qualcosa che riusciva sempre a sorprendermi: avevi quella rara dote di creare delle cose speciali e belle con davvero poco e, mentre le cose materiali non avevano quasi alcuna importanza, eri felicissima per le attenzioni che potevo darti.

La “figlia” a cui mi riferivo alla fine della lettera era una delle tue tanto amate piante (che tu amavi chiamare figlie), o era la figlia che abbiamo ricevuto in dono pochi giorni fa?

Chissà…

 

RICONQUISTA IL RAPPORTO CON IL PADRE E LA MADRE (con audio)

Poco dopo la morte del tuo caro padre, mi confidasti piangendo che non avevi fatto in tempo a dirgli quanto gli volevi bene.

Non so perché, ma nei giorni successivi, mentre eri impegnata in altro, cominciai a leggerti a voce alta quel libro poco conosciuto che aveva quel titolo così poco azzeccato: Easy Life, di Steven Freeman.

Voglio sperare che ti abbia aiutato, così come può aiutare me mentre rileggo a voce alta proprio questo brano…

 

GRAZIE! (con audio)

Pochi giorni dopo il tuo funerale mi cadono gli occhi su questa frase di Paul Watzlawick:

Quando perdi una persona davvero importante, piuttosto che pensare alla sfortuna di averla perduta pensa alla fortuna di averla avuta.

Ci ho riflettuto tanto… È proprio vero, sono stato molto fortunato ad averti al mio fianco per quasi dieci anni. Perciò continuo a dire “Grazie”, così come dissi “Grazie” quando, nel 2011, poco dopo la nascita di Pasquale, scrissi queste parole, riportate poi nel libro che ho dedicato a “Mimmo”, tuo padre.

LA SERVITRICE BRUTTA (con audio)

A volte, si crede di essere meno belli di quanto in realtà si è. Anche tu lo credevi e io non mi sono mai spiegato il perché.

Quel pomeriggio del mio quarantesimo compleanno, dopo averti letto la poesia Il Mio Tempo, mi sono messo a “disegnare” questa storia e a registrarne una prima versione.

Adesso, posso solo immaginare che anche tu abbia trovato l’acqua della guarigione e che la continuerai ad usare segretamente per aiutare le persone che conosceranno la tua storia.

Nell’audio si potrà ascoltare un mio adattamento di una favola tratta dal libro Transforming Tales di Rob Parkinson, intitolata The Ugly Servant.

 

IL RUOLO DELLA CORRETTA INFORMAZIONE

Quando accade qualcosa di così grave come quello che è accaduto a Tiziana Lombardo, e di conseguenza ai suoi figli, a me, e a tutti i suoi familiari, che ne stiamo affrontando la scomparsa, è giusto che il pubblico sappia, nei limiti delle indagini in corso, cosa è successo. Il ruolo della corretta informazione è fondamentale.

Ho letto molto di quello che è stato scritto, sia nelle immediatezze dell’accaduto, sia successivamente, e ne ho totalmente apprezzato l’intenzione. Ringrazio i giornalisti per il lavoro svolto, sebbene ci siano state molte inesattezze, soprattutto all’inizio. Tiziana non è mai uscita da quell’ospedale, nonostante sia stato detto o scritto. Tutto è avvenuto all’interno di quel nosocomio: il ricovero, il parto, il trauma che potrebbe aver causato l’emorragia, l’intervento, e infine la sua morte.

Ciò che è successo è impensabile, ma è successo e ho dovuto farmi forza per affrontarlo al meglio delle mie possibilità. La mattina del 6 gennaio, dopo aver avuto l’epifania (la rivelazione) che mia moglie era morta e che mi aveva lasciato con un bambino di 5 anni e una neonata di pochi giorni, ho stretto i denti e ho passato diverse ore a denunciare dettagliatamente tutto ciò che, a mio modo di vedere, doveva e deve ancora essere valutato dalla magistratura per accertare le eventuali responsabilità mediche che hanno portato alla sua tragica scomparsa.

Addirittura nel cuore della notte successiva all’autopsia, dopo che di giorno avevo sentito dal nostro medico di parte le prime e uniche certezze, mi sono alzato e ho scritto personalmente la prima bozza del comunicato che, insieme ai nostri avvocati, avremmo pubblicato subito dopo il funerale. E ho trovato quantomeno strano che proprio la mattina dopo, appena arrivato alla camera ardente, alcuni amici mi abbiano riferito di ciò che i giornali avevano scritto: parlavano di aneurisma, quando gli unici dati certi erano la lacerazione della milza, che poi abbiamo scoperto non essere stata documentata in nessuno dei referti in nostra visione e sequestrati nell’immediatezza della morte di Tiziana, e la presenza di un vaso beante (aperto), che poi è risultata essere una lesione.

Ecco perché ho insistito che il nostro comunicato fosse pubblicato proprio quel giorno, anche se qualcuno, quando il corpo di Tiziana – freddo e straziato dall’autopsia – giaceva a pochi metri da noi, mi sconsigliava totalmente di farlo.

In studio  con Paolo Del Debbio

Sono tante le cose successe in quei giorni e in questi mesi, che non basterebbero pagine e pagine per narrarle. Tra le tante, dopo aver riflettuto a lungo, ho accettato il gentile invito a partecipare al programma Quinta Colonna e il 13 febbraio ho rotto il silenzio, rivelando pubblicamente una parte di ciò che purtroppo è accaduto alla mia amata.

Due giorni dopo la mia intervista un noto quotidiano ha pubblicato nelle pagine della cronaca di Vibo Valentia un articolo sul caso. L’ho apprezzato molto e ringrazio tantissimo sia il giornalista che la testata, perché grazie a loro abbiamo scoperto, tra le altre cose, del provvedimento disciplinare nei confronti di un medico e che la dirigente ha finalmente ammesso pubblicamente le anomalie in cartella clinica.  Perciò, lo ripeto, apprezzo davvero molto l’operato di quella testata, nonostante non sia stato scritto esattamente quello che invece si può ascoltare chiaramente dal video: io non solo ho sentito, ho visto con i miei occhi, perché ero presente.

Ringraziando ancora i giornalisti per il lavoro svolto finora, colgo l’occasione per chiedere, a loro e agli amici, di non pubblicare in futuro foto diverse da quella che abbiamo scelto per la tomba di Tiziana, la stessa che abbiamo scattato il giorno del nostro matrimonio, avvenuto nella stessa chiesa in cui è stato celebrato il suo funerale. A Tiziana non piaceva che ci fossero troppe sue foto in giro. Aiutatemi a far rispettare la sua volontà. Grazie ancora.

Antonio Libertino

IL MIO TEMPO (con audio)

Quando al mio quarantesimo compleanno, tra i tanti messaggi di auguri, ho ricevuto questa poesia da uno dei miei studenti più cari, abbiamo avuto reazioni diverse: tu eri un po’ risentita, dicendo che non ti sarebbe piaciuto riceverla come augurio di compleanno; io, invece, l’ho presa bene, mettendomi subito a fare tante cose nuove.

La poesia si intitola Il mio tempo e l’autrice è Carla Guidoni Benedetto.

IL PETTIROSSO (con audio)

Era come se si fosse fermato a guardarmi, quel bel pettirosso, prima di volare via libero nel cielo azzurro. Tornato a casa, lo dico anche agli altri e ascolto un po’ meravigliato che l’hanno visto anche loro, proprio davanti alla finestra di casa nostra. Forse quell’uccellino meraviglioso voleva semplicemente ricordarci una storia…

Ed è così che mi è tornata in mente quella che avevo letto, a voce alta, a te e a Pasquale l’anno prima.

Si tratta di un mio adattamento tratto da: Il Libro di Natale di Selma Lagerlöf.