IL RUOLO DELLA CORRETTA INFORMAZIONE

Quando accade qualcosa di così grave come quello che è accaduto a Tiziana Lombardo, e di conseguenza ai suoi figli, a me, e a tutti i suoi familiari, che ne stiamo affrontando la scomparsa, è giusto che il pubblico sappia, nei limiti delle indagini in corso, cosa è successo. Il ruolo della corretta informazione è fondamentale.

Ho letto molto di quello che è stato scritto, sia nelle immediatezze dell’accaduto, sia successivamente, e ne ho totalmente apprezzato l’intenzione. Ringrazio i giornalisti per il lavoro svolto, sebbene ci siano state molte inesattezze, soprattutto all’inizio. Tiziana non è mai uscita da quell’ospedale, nonostante sia stato detto o scritto. Tutto è avvenuto all’interno di quel nosocomio: il ricovero, il parto, il trauma che potrebbe aver causato l’emorragia, l’intervento, e infine la sua morte.

Ciò che è successo è impensabile, ma è successo e ho dovuto farmi forza per affrontarlo al meglio delle mie possibilità. La mattina del 6 gennaio, dopo aver avuto l’epifania (la rivelazione) che mia moglie era morta e che mi aveva lasciato con un bambino di 5 anni e una neonata di pochi giorni, ho stretto i denti e ho passato diverse ore a denunciare dettagliatamente tutto ciò che, a mio modo di vedere, doveva e deve ancora essere valutato dalla magistratura per accertare le eventuali responsabilità mediche che hanno portato alla sua tragica scomparsa.

Addirittura nel cuore della notte successiva all’autopsia, dopo che di giorno avevo sentito dal nostro medico di parte le prime e uniche certezze, mi sono alzato e ho scritto personalmente la prima bozza del comunicato che, insieme ai nostri avvocati, avremmo pubblicato subito dopo il funerale. E ho trovato quantomeno strano che proprio la mattina dopo, appena arrivato alla camera ardente, alcuni amici mi abbiano riferito di ciò che i giornali avevano scritto: parlavano di aneurisma, quando gli unici dati certi erano la lacerazione della milza, che poi abbiamo scoperto non essere stata documentata in nessuno dei referti in nostra visione e sequestrati nell’immediatezza della morte di Tiziana, e la presenza di un vaso beante (aperto), che poi è risultata essere una lesione.

Ecco perché ho insistito che il nostro comunicato fosse pubblicato proprio quel giorno, anche se qualcuno, quando il corpo di Tiziana – freddo e straziato dall’autopsia – giaceva a pochi metri da noi, mi sconsigliava totalmente di farlo.

In studio  con Paolo Del Debbio

Sono tante le cose successe in quei giorni e in questi mesi, che non basterebbero pagine e pagine per narrarle. Tra le tante, dopo aver riflettuto a lungo, ho accettato il gentile invito a partecipare al programma Quinta Colonna e il 13 febbraio ho rotto il silenzio, rivelando pubblicamente una parte di ciò che purtroppo è accaduto alla mia amata.

Due giorni dopo la mia intervista un noto quotidiano ha pubblicato nelle pagine della cronaca di Vibo Valentia un articolo sul caso. L’ho apprezzato molto e ringrazio tantissimo sia il giornalista che la testata, perché grazie a loro abbiamo scoperto, tra le altre cose, del provvedimento disciplinare nei confronti di un medico e che la dirigente ha finalmente ammesso pubblicamente le anomalie in cartella clinica.  Perciò, lo ripeto, apprezzo davvero molto l’operato di quella testata, nonostante non sia stato scritto esattamente quello che invece si può ascoltare chiaramente dal video: io non solo ho sentito, ho visto con i miei occhi, perché ero presente.

Ringraziando ancora i giornalisti per il lavoro svolto finora, colgo l’occasione per chiedere, a loro e agli amici, di non pubblicare in futuro foto diverse da quella che abbiamo scelto per la tomba di Tiziana, la stessa che abbiamo scattato il giorno del nostro matrimonio, avvenuto nella stessa chiesa in cui è stato celebrato il suo funerale. A Tiziana non piaceva che ci fossero troppe sue foto in giro. Aiutatemi a far rispettare la sua volontà. Grazie ancora.

Antonio Libertino

IL MIO TEMPO (con audio)

Quando al mio quarantesimo compleanno, tra i tanti messaggi di auguri, ho ricevuto questa poesia da uno dei miei studenti più cari, abbiamo avuto reazioni diverse: tu eri un po’ risentita, dicendo che non ti sarebbe piaciuto riceverla come augurio di compleanno; io, invece, l’ho presa bene, mettendomi subito a fare tante cose nuove.

La poesia si intitola Il mio tempo e l’autrice è Carla Guidoni Benedetto.

IL PETTIROSSO (con audio)

Era come se si fosse fermato a guardarmi, quel bel pettirosso, prima di volare via libero nel cielo azzurro. Tornato a casa, lo dico anche agli altri e ascolto un po’ meravigliato che l’hanno visto anche loro, proprio davanti alla finestra di casa nostra. Forse quell’uccellino meraviglioso voleva semplicemente ricordarci una storia…

Ed è così che mi è tornata in mente quella che avevo letto, a voce alta, a te e a Pasquale l’anno prima.

Si tratta di un mio adattamento tratto da: Il Libro di Natale di Selma Lagerlöf.

IL PRIMO COMUNICATO SUL CASO DI TIZIANA LOMBARDO

di Francesco Ruffa e Giuseppe Catalano, avvocati

Leggete anche: “Il ruolo della corretta informazione”

Le famiglie Libertino/Lombardo, specificano che: alla luce delle prime risultanze dell’autopsia eseguita il giorno 8 gennaio 2017, si precisa che, allo stato attuale, non è stato riscontrato alcun aneurisma dell’arteria splenica che, ad oggi, risulta solamente una delle possibilità diagnostiche da confermare con i successivi esami istologici valutati e confrontati unitamente all’esame di tutta la documentazione sanitaria sequestrata e già in possesso dell’A.G. procedente.

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NINNA NANNA, PICCOLA GIADA (con audio)

Questa è la ninna nanna che a volte funzionava con Pasquale e che ora funziona, a volte, con Giada. Mentre la registravo ha funzionato! È in inglese e l’avevo creata alla nascita di Pasquale; non so se è totalmente originale o grammaticalmente corretta, fatto sta che recita così:

Happy, Healthy, Wealthy and Wise, I am Giada and I am so…

And I grow richer day after day!

Tradotta in italiano, significa questo:

Felice, in Salute, Prospera e Saggia, Sono Giada e sono così…

E cresco (diventando) più ricca (non materialmente!) giorno dopo giorno!

Audio 02

DOLCISSIMO AMORE MIO (con audio)

Faceva un freddo che non ci ricordavamo da tanto, ma di sicuro non così gelido come le lame che accertavano la lacerazione della tua milza e la lesione di un tuo vaso – purtroppo non uno di quelli di terracotta in cui tenevi le tue amate piante. Mi sono appartato per un po’ e ho cominciato a scrivere quelle parole che sono venute fuori così, di getto, senza pensarci.

Pensavo di lasciarle solo per te, dentro la tua bara, nel libro che avevo dedicato al tuo caro padre. Poi i tuoi cugini mi hanno chiesto se potevano leggere qualcosa in tuo onore in chiesa, al tuo funerale, e io ho cambiato idea.

Grazie a due carissimi amici, quel testo, di cui esisteva una sola copia e volevo che restasse accanto a te, è stato fotocopiato in modo che io lo leggessi alla fine di quell’interminabile funzione, in quel gelido sagrato, lo stesso che anni prima, in quel caldo ottobre, ci aveva visti sposare.

E ora lo rileggo un’altra volta, a voce alta, affinché tanti altri possano ascoltarlo…

Audio 01

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