IL CANTO DI NATALE

“Stanotte ti faranno visita tre spiriti!”

È un classico intramontabile, il canto di Natale di Dickens. Ricordo che tu e io ne abbiamo ascoltata una versione in audiolibro anni fa. “Che bella storia”, ci siamo detti abbracciandoci. Ieri sera, grazie a Laboart e alle compagnie teatrali che hanno collaborato alla sua realizzazione, ho potuto emozionarmi di nuovo, stavolta insieme al nostro ometto.

Il Natale e le feste mi riportano per forza di cose a ciò che ti è accaduto, a pensare ancor di più alla tua assenza così pesante; a pensare anche a chi, forse causa di questa tua assenza, può continuare a gioire come se non avesse svolto alcun ruolo nella tua morte, pur essendo ormai certo che le ore trascorse senza alcun intervento terapeutico sono state davvero troppe.

Ma la storia di Dickens ha qualcosa da insegnare anche a me: che posso continuare a concentrarmi sulla presenza così viva dei tuoi doni, quei figli meravigliosi che mi hai lasciato, che posso ancora apprezzare il vero spirito del Natale e le buone azioni che direttamente o indirettamente io e noi possiamo compiere: accompagnare un anziano nonno a far visita agli amici di un tempo e sentirsi grati di averlo fatto, per esempio.

E posso ricordarmi che il passato, per quanto doloroso sia stato, è già accaduto, mentre  il futuro è ancora tutto da scrivere, anche con ciò che faccio qui e ora, nel momento presente.

Grazie e buon Natale, dolce amore mio, anche per le lacrime che hanno solcato le mie guance nel vedere che persino il vecchio Scrooge ha avuto la sua opportunità di cambiare il corso della sua vita.

 

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