NOSSO LAR

Riordinando i ricordi, penso a quello strano discorso che tu e io abbiamo fatto proprio poco prima di quello che non avremmo mai potuto aspettarci.

Non so come, ma abbiamo cominciato a parlare di cosa avrei fatto io se tu fossi morta. A parte la solita battuta sulla festa, mi hai chiesto se mi sarei messo con  un’altra donna. Prima o poi sì, ti ho risposto. Ricordo che non l’hai presa bene ma, appena ti ho detto che i figli avrebbero avuto bisogno di una figura femminile e che comunque non era mia intenzione risposarmi, abbiamo lasciato cadere la cosa.

Il tempo passa e ad oggi io non sto con nessun’altra. Ai figli manca ancora una figura femminile speciale.

“Quando mi trovi una mamma come la mia?”

Quella domanda dalla risposta impossibile mi torna spesso in mente, ancor più delle circostanze e del momento in cui mi è stata posta.

Ripenso al film che avrei potuto guardare insieme a te, ma che poi ho guardato da solo l’estate scorsa.

Un uomo, morto anzitempo, dopo aver fatto esperienza dell’aldilà, torna in forma di spirito a casa sua e trova la moglie con un nuovo amore,  che purtroppo è gravemente ammalato. All’inizio, lo spirito si arrabbia tantissimo nel vedere la sua compagna di vita con un altro uomo, ma poi accetta che la vita della sua amata vada avanti anche senza di lui. In qualche modo benedice l’acqua che viene poi bevuta dal compagno della moglie, e questi  guarisce.

Guardo questa scena e mi metto a piangere, credendo quasi quasi che tu volessi completare quello strano discorso lasciato a metà.