PARLARE L’INGLESE

“Qual è il colmo per un insegnante di lingue?” mi chiedevi ogni tanto. Quando ti dicevo di non saperlo, mi rispondevi arrossendo un po’: “Avere una moglie che non parla l’inglese”.

Ci ho provato a farti appassionare a quella lingua:  avevo persino sperimentato con te e alcuni nostri cari amici un corso d’inglese molto rilassante. Ricordo con gioia che, dopo quel corso, quando siamo stati invitati a cena da una coppia di australiani, ad un certo punto mi hai detto: “Ma com’è possibile? Capisco tutto quello che state dicendo!”

Anche se in seguito ho scritto un paio di libri di inglese per italiani, non ho più insistito: ho capito che se tu avessi voluto imparare l’inglese, sarebbe dovuto partire direttamente da te. La scintilla non è scoccata e io l’ho accettato, perché era giusto così. 

E ogni volta che mi rivolgevi quella domanda sul colmo per un insegnante di lingue io ti rispondevo più o meno così:

“Ognuno, con il poco tempo libero che ha a disposizione, deve fare ciò che gli piace davvero, non fare qualcosa solo perché si sente in dovere di farlo. Sono sempre stato orgoglioso di te e anche tu devi esserlo di te stessa, sempre”.

Oggi, a pochi giorni dalla pubblicazione, sotto forma di libro, di quella storia che ho raccontato anche a te un paio di anni fa, potrei dirti che “il colmo è non averti più accanto a me, donna che capivi l’inglese, ma non hai mai osato parlarlo”. 

Spero mi perdonerai se in copertina ci ho messo una foto in cui tu hai ancora il sole dentro, dolce amore mio.

Informazioni Anteprima Audio Video Meligrana Editore

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