IL PERDONO E LA VENDETTA

Avevamo delle idee diverse sul perdono. Tu mi dicevi che ti era difficile perdonare qualcuno che ti avesse ferita. Dicevi che in ogni caso non sarebbe più stato come prima di quell’offesa grave.

E allora io ti dicevo che forse era vero, ma continuo a credere ancora oggi che perdonare sia qualcosa che si fa per se stessi: significa lasciar andare il dolore causatoci da una persona o da una situazione e continuare a vivere, senza che quel fatto ci tolga l’energia che potremmo usare per ciò che ci è più caro.

Per me perdonare non significa andare da qualcuno e dirgli formalmente “Ti perdono”. Per me era ed è qualcosa di personale, quasi come se io mi perdonassi per il dolore provato e lasciassi andare via quelle emozioni.

Quando poi parlavamo di vendetta, allora ti raccontavo di una donna di nome Yvonne Dolan che, dopo aver subito un sacco di violenze nella sua vita, si è data da fare fino a diventare un’affermata psicoterapeuta e diceva che se avesse rivisto le persone che le avevano fatto tanto male avrebbe semplicemente fatto un gesto inequivocabile, con la mano destra che si sarebbe appoggiata all’interno del braccio sinistro, all’altezza del gomito, che a sua volta si sarebbe piegato verso l’alto. Poi avrebbe aggiunto, sorridendo: “La miglior vendetta è vivere felici”.

E io scelgo di vivere felice con i bellissimi doni che mi hai lasciato.

Una piccola donna insieme al suo fratellone.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *