VIAGGI PASSATI E FUTURI

Stavo ripensando all’ultima volta che hai accompagnato me e Pasquale a tagliarci i capelli da Libero.

C’era un libro fotografico sull’Asia e sei rimasta così affascinata dai paesaggi, dai templi e dall’esercito di terracotta che mi hai subito chiesto, sorridendo: “Quando mi ci porti?”

E io ti ho risposto in quel modo così poco convinto: “Vediamo, prima o poi ti ci porterò”.

Mentre aspettavo che uscissi da quella sala operatoria, sono stati tanti i pensieri che hanno attraversato la mia mente e uno di questi è stato:

“Ti ci porto a vedere quei posti! Sì, ma esci!”

Di lì a poco mi sarei reso conto che fisicamente non ti ci avrei mai più potuta portare, ma un giorno forse  ci andrò,  con i nostri figli e la parte di te che vive in loro.

C’è una cosa, però, che sono felice di aver fatto, con te, Pasquale e Giada (quando era ancora dentro di te): quel piccolo viaggio gioioso che pensavamo  non avremmo fatto più e che invece siamo riusciti a fare.

Erano alcuni anni che ci volevamo andare. Una volta non siamo partiti per il maltempo, un’altra volta per una febbre improvvisa del nostro cucciolo.

“Se non ci andiamo quest’anno non ci andiamo più”, ormai ci dicevamo.

Era destino che ci andassimo però, tutti insieme. 

E sono grato di questo e di tutto ciò che verrà ancora, dolce amore mio. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *