L’OSPITALITÀ INTERROTTA

A volte nella tua vita ti è toccato fare delle cose che non avevi scelto e, nonostante lo dicessi chiaramente, le facevi ugualmente, persino meglio di tanti altri.

Negli anni in cui abbiamo gestito insieme la nostra casa, aperta occasionalmente al pubblico, eri tu a dare quel tocco di cordiale accoglienza che non passava inosservato: le piante giuste, gli abbinamenti dei colori, la pulizia che andava oltre la pulizia, l’ordine più ordinato che esistesse, le crostate speciali.

Anche se qualche volta, per la tua timidezza a parlare con persone sconosciute, preferivi quasi non farti vedere e in molti non ti hanno nemmeno incrociata, la tua presenza era lì, a testimoniare che una donna speciale aveva curato quell’ambiente con le sue mani e con la sua anima. 

Certo, c’ero io a parlare con la gente, a preparare le colazioni, a rispondere al telefono, ma eri tu a completare l’equazione della buona ospitalità. E senza di te, quello che era nato come un bed and breakfast vero e proprio, in cui aprivamo le porte di casa nostra a chi volesse venire a trovarci, può fermarsi e attendere per un po’, mentre ci lecchiamo le ferite e ci prepariamo a ciò che verrà.

Grazie, dolcissimo amore mio, per il lavoro, la passione e le attenzioni che sei riuscita a infondere in questa casa.


 

 

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